Interrogazione parlamentare sul centro diurno chiuso. La Vardera: “Chiarezza sui lavori”
La struttura dell’Istituto Marino di Mortelle, inaugurata da pochi mesi, non può essere utilizzata per problemi all’impianto fognario. Eppure è stata recentemente ristrutturata.
Il caso del centro diurno per soggetti autistici chiuso a pochi mesi dall’inaugurazione, a causa di gusti all’impianto fognario, arriva in Parlamento Regionale. Il problema è stato reso noto da Tgmessina.it e, adesso, il deputato regionale di controcorrente, trattandosi di materie sanitarie, chiede risposte al presidente della Regione Renato Schifani e all’assessore alla salite Daniela Faraoni. “La struttura – riporta il parlamentare – inaugurata soltanto pochi mesi fa dopo un’attesa durata circa otto anni da parte delle famiglie e delle associazioni del territorio, ha sospeso le attività a causa dell’inagibilità dei servizi igienici dovuta a un impianto fognario definito precario e non in grado di sostenere il funzionamento ordinario dell’edificio;


tale situazione ha determinato la sospensione delle attività terapeutiche e assistenziali rivolte ai bambini affetti da disturbi dello spettro autistico che frequentavano il centro, con gravi disagi per le famiglie che si trovano improvvisamente prive di un servizio fondamentale; l’immobile dell’Istituto Marino di Mortelle risulta essere di proprietà del Comune di Messina ma concesso in uso all’ASP di Messina, circostanza che avrebbe generato in queste settimane incertezze circa la titolarità degli interventi necessari alla riparazione dell’impianto fognario; si starebbe infatti valutando, anche alla luce di documenti sottoscritti nel 2017 tra gli enti coinvolti, se l’intervento necessario debba essere classificato come manutenzione ordinaria o straordinaria e a quale soggetto istituzionale spetti l’onere di provvedere ai lavori;nel frattempo – riferisce ancora La Vardera – i minori assistiti sono costretti a rimanere a casa e le famiglie affrontano notevoli difficoltà organizzative e assistenziali, senza che sia stata indicata una data certa per la riapertura del centro.Diverse associazioni impegnate nel sostegno alle famiglie dei soggetti autistici hanno avanzato alcune proposte per consentire la riapertura temporanea del servizio o la prosecuzione delle terapie;
in particolare le associazioni Nati per la Vita, rappresentata da Salvatore Potenzone, Il Volo, rappresentata da Claudio Cardile, Bambini Speciali, rappresentata da Marco Bonanno, e Una Vita in Out, rappresentata da Domizia Arrigo, hanno proposto l’installazione temporanea di bagni chimici nelle aree limitrofe alla struttura al fine di consentire la riapertura del centro in attesa degli interventi necessari;
tra le possibili soluzioni prospettate vi sarebbe inoltre quella di impiegare temporaneamente il personale del centro per prestazioni domiciliari, così da garantire almeno in parte la continuità terapeutica per i minori;
è stata inoltre avanzata l’ipotesi di utilizzare il vicino padiglione 5, che risulterebbe dotato di servizi igienici funzionanti e che potrebbe essere destinato temporaneamente alle attività del centro;
appare particolarmente grave che una struttura pubblica destinata a servizi sanitari e socio-assistenziali così delicati, ristrutturata con ingenti risorse pubbliche e inaugurata soltanto pochi mesi fa, si trovi già oggi in condizioni di inagibilità a causa di un problema strutturale così rilevante;
tale circostanza – dichiara il rappresentante di Controcorrente – solleva interrogativi sulla qualità degli interventi di ristrutturazione effettuati, sulla fase di collaudo della struttura e sui controlli tecnici eseguiti prima dell’apertura del centro”.
La Vardera interroga formalmente le istituzioni regionali per sapere:
Se siano a conoscenza della situazione verificatasi presso il centro diurno per soggetti autistici dell’Istituto Marino di Mortelle;
quali siano le cause tecniche che hanno determinato l’inagibilità dei servizi igienici e il malfunzionamento dell’impianto fognario della struttura;

quali interventi di ristrutturazione siano stati effettuati sull’immobile prima della recente inaugurazione, quali somme pubbliche siano state impiegate e quali soggetti abbiano curato la progettazione, l’esecuzione dei lavori e il collaudo;
se, al momento dell’inaugurazione del centro, l’impianto fognario risultasse collaudato e perfettamente funzionante e chi abbia certificato tale condizione;
a quale soggetto istituzionale, tra il Comune di Messina e l’ASP di Messina, spetti, sulla base delle convenzioni vigenti, l’onere di provvedere agli interventi necessari sull’impianto fognario;
quali siano i tempi previsti per la realizzazione dei lavori necessari al ripristino della piena funzionalità della struttura e per la riapertura del centro;
se nel frattempo siano state adottate misure alternative per garantire la continuità delle terapie ai minori assistiti;
se il Governo regionale ritenga praticabile e tempestivamente attuabile la proposta avanzata dalle associazioni di installare bagni chimici nelle aree limitrofe alla struttura per consentire la riapertura temporanea del centro;
se si stia valutando l’utilizzo temporaneo del vicino padiglione 5 dell’Istituto Marino di Mortelle o l’attivazione di prestazioni domiciliari da parte del personale attualmente inattivo;
se l’ASP di Messina abbia predisposto un piano straordinario per garantire continuità assistenziale ai minori che frequentavano il centro;
se il Governo regionale intenda avviare verifiche amministrative e tecniche per accertare eventuali responsabilità nella progettazione, ristrutturazione e collaudo della struttura, considerato che l’inagibilità si è manifestata a pochi mesi dall’inaugurazione;
quali iniziative urgenti intendano adottare per garantire la rapida riapertura del centro e tutelare il diritto alle cure e alla continuità terapeutica dei minori affetti da disturbi dello spettro autistico








