Insegnanti di sostegno non specializzati, le associazioni chiedono modifiche alla legge
“Da Messina tre associazioni pongono la questione dei criteri per le nomine degli insegnati chiamati ad occuparsi dei bamini speciali. Giusto coprire tutti i posti, ma…”
MESSINA. Il dibattito si era aperto nel corso di una recente seduta della commissione alle politiche sociali del Consiglio Comnale di Messina. Affrontando il tema relativo agli insegnanti di sostegno, il presidente dell’associazione Bambini Speciali Marco Bonanno, aveva dichiarato che – in alcuni casi – il personale che accompagna i bambini autistici nell’apprendimento non risuta adeguatamente formato e qualificato. Si era subito accesa una polemica. Il consigliere comunale Libero Gioveni aveva anche chiesto la trasmissione del verbale di seduta alla Procura della Repubblica per le opportune valutazioni. A seguire il comunicato del Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Messina, Leon Zingales. La sintesi è che “esauriti gli specializzati, l’algoritmo non lascia margini di discrezionalità”. Le procedure adottate dunque per le nomine sono assolutamente regolari. Le nomine sono tutte disciplinate da una legge che viene rispettata e attuata per non lasciare posti scoperti.
LE ASSOCIAZIONI “IL VOLO”, “BAMBINI SPECIALI” E “NATI PER LA VITA” PRECISANO: “NON ERA ATTACCO ALL’UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE, MA E’ PROPRIO LA LEGGE CHE VA CAMBIATA”:
“Il nostro grido di allarme – scivono i presidenti delle associazioni Claudio Cardile, Salvatore Potenzone e Marco Bonanno- nasce dal rischio effettivo che senza personale specializzato e formato ci potrebbe essere un rischio di danno alla salute dei ragazzi autistici. Sapevamo benissimo che l’assegnazione non è fatta manualmente ma è stabilita da un algoritmo, e il Presidente dell’Associazione il Volo, Claudio Cardile, lo ha anche chiarito durante i lavori della Commissione Servizi Sociali del Comune di Messina. Pertanto si ringrazia per le precisazioni il provveditore di Messina Prof. Zingales, ma l’affermazione del presidente dell’associazione Bambini Speciali, Marco Bonanno, non riguardava il comportamento e le procedure effettuate dall’Ufficio Scolastico Provinciale in merito alle modalità di assegnazione degli insegnanti di sostegno, ma si volevano soltanto informare i Consiglieri della triste evidenza che, saturati tutti i posti di sostegno con qualifica, il sistema poteva assegnare in automatico personale senza corso abilitativo e quindi poco preparato.
Come genitori ci si è sempre chiesti come fosse possibile secondo la normativa vigente inserire nel percorso scolastico insegnanti di sostegno senza corsi specialistici e trascurare il fatto che questo sistema potrebbe determinare un possibile danno alla salute dei nostri figli autistici.
Un pò come andare in ospedale per fare un intervento al cuore e scoprire che il medico che sta per operare è specializzato in ortopedia. Chi si farebbe operare?
Sulla base di questi nostri pensieri si spera che i consiglieri presenti si facciano portavoce finanche al governo per chiedere di rivedere le norme nazionali.
Descriviamo una breve sintesi delle nostre proposte che per brevità non abbiamo potuto spiegare in commissione.
Contesto e problema
Negli ultimi anni le scuole italiane, per far fronte alla cronica carenza di insegnanti specializzati, hanno proceduto a nomine e riconferme di docenti non specializzati sul posto di sostegno; la giurisprudenza e le note ministeriali hanno spesso ritenuto tali soluzioni “ragionevoli” per garantire il diritto allo studio, ma ciò non elimina i rischi educativi e relazionali per alunni con bisogni complessi come l’autismo. Recenti provvedimenti ministeriali hanno inoltre previsto misure di continuità che possono riguardare anche docenti non specializzati.
Perché è necessario cambiare la norma
- Qualità dell’intervento educativo: l’autismo richiede competenze specifiche (strategie comportamentali, piani educativi individualizzati, coordinamento con servizi sanitari) che la sola buona volontà non sostituisce; la mancanza di formazione specialistica può tradursi in peggioramento del benessere scolastico e in esiti educativi inferiori.
- Diritto alla salute e all’inclusione: l’istruzione deve essere compatibile con la tutela della salute psicofisica; interventi non adeguati possono aumentare stress, ansia e isolamento dell’alunno.
- Equità e continuità: la pratica attuale crea disomogeneità territoriali e dipendenza da soluzioni emergenziali.
Proposte concrete di modifica normativa
- Obbligo di formazione certificata: introdurre l’obbligo che ogni docente nominato su posto di sostegno senza titolo segua entro 6 mesi un percorso formativo accreditato (moduli su autismo, PEI, tecniche ABA/TEACCH adattate, gestione comportamentale) con verifica finale.
- Limiti temporali e transizione: consentire la nomina solo per periodi limitati (es. 12 mesi rinnovabili una sola volta) e solo se accompagnata da un piano di assunzione straordinaria per specialisti.
- Rapporto minimo specialisti/alunni: fissare una soglia massima di alunni con disabilità per docente non specializzato e priorità di assegnazione di specialisti ai casi complessi.
- Monitoraggio e responsabilità: istituire ispezioni regionali e indicatori di qualità (soddisfazione famiglie, risultati PEI) con obbligo di intervento se non rispettati.
- Coinvolgimento famiglie e consenso informato: prevedere che la famiglia sia informata per iscritto e possa richiedere la priorità per specialisti; garantire il diritto a un incontro multidisciplinare entro 30 giorni.
Azioni pratiche per promuovere la modifica
- Documento tecnico-legale da inviare a parlamentari e Ministero: includere dati su nomine senza titolo, testimonianze, e le proposte sopra.
- Raccolta firme e petizione mirata a regioni con maggior carenza.
- Richiesta di audizione alle commissioni scuola e salute, allegando studi e linee guida internazionali (se disponibili).
Possibile frase da inserire in un emendamento:
“È fatto obbligo alle istituzioni scolastiche di non conferire incarichi a tempo determinato su posti di sostegno a personale privo di specializzazione; le nomine temporanee sono subordinate all’attivazione entro 6 mesi di percorsi formativi accreditati e al rispetto di standard minimi di qualità e monitoraggio.”








