15 Settembre 2025Francesco PellegrinoSport

Il Tribunale dichiara la liquidazione giudiziale dell’ACR Messina

Questa mattina, all’indomani della vittoria contro il San Cataldo, la Sezione Fallimentare del Tribunale di Messina ha deliberato la liquidazione giudiziale dell’ACR Messina SRL. La società, detenuta all’80% da AAD Invest Group e al 20% da Pietro Sciotto, cessa ufficialmente di esistere.

La decisione dell’organo giudicante è arrivata in seguito all’udienza collegiale dello scorso 10 settembre, convocata per la comparizione delle parti. In quella sede, la Procura (rappresentata dal sostituto procuratore Fabrizio Monaco) aveva rinnovato, a distanza esatta di tre mesi dalla prima istanza, la richiesta di immediata liquidazione giudiziale del club, evidenziando le gravi criticità legate allo stato d’insolvenza della società. Di contro, gli avvocati Gianpiero Picciolo e Giuseppe Cicciari avevano chiesto una proroga fino al 10 ottobre per presentare un piano di ristrutturazione del debito, in conformità con quanto previsto dal nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza.

Dopo alcuni giorni di confronto, il collegio giudicante – presieduto da Ugo Scavuzzo e composto da Daniele Carlo Madia e Maria Carmela D’Angelo – ha ritenuto non sostenibile la proposta di salvataggio basata sull’accordo sottoscritto con la Doadi SRLS di Giuseppe Peditto, che nelle ultime settimane aveva gestito l’aspetto sportivo del club. Una dinamica che ha decretato, così, il fallimento dell’ACR Messina (il terzo negli ultimi 18 anni, quarto negli ultimi 32).

Con la liquidazione giudiziale verrà nominato un curatore fallimentare (con ogni probabilità sarà il commissario Maria Di Renzo, che segue la procedura sin dal principio), il quale sarà incaricato di quantificare i debiti sportivi ereditati dalla vecchia società e procedere all’eventuale vendita del relativo titolo. Nelle prossime ore si chiariranno i reali margini per la prosecuzione del campionato di Serie D, che potrebbe essere garantita solo mediante la messa in moto dell’esercizio provvisorio (non ancora disposto): l’ipotesi più concreta, in termini di continuità, è l’avviamento di una procedura a evidenza pubblica, come un’asta fallimentare, che possa garantire – a strettissimo giro di posta – la cessione controllata del ramo.

(Foto: TGMessina.it; pagina Facebook dell’ACR Messina – Radio Night)

Francesco Pellegrino
Francesco Pellegrino
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