22 Luglio 2026Francesco PellegrinoSport

Il Messina presenta Alfio Torrisi e Maurizio Pellegrino: “Un privilegio essere qui, vogliamo vincere”. Pagniello: “Abbiamo imparato tante cose, vogliamo essere sulla strada giusta”

Si è tenuta questo pomeriggio, presso il Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, la conferenza stampa di presentazione di Alfio Torrisi e Maurizio Pellegrino, rispettivamente nuovo allenatore e neo direttore sportivo del Messina. L’incontro, svoltosi alla presenza del sindaco Federico Basile e dell’ex assessore alle politiche sportive Massimo Finocchiaro, è servito a presentare le linee guida della stagione sportiva 2026/2027. A rappresentare la proprietà sono stati, invece, il club manager Maurizio Mantineo e il vicepresidente e direttore generale Morris Pagniello.

Ad aprire la conferenza è stato l’intervento del presidente Justin Davis, collegato telefonicamente da Melbourne, in Australia: “Sto programmando per venire a Messina il 1° agosto. A nome mio e di tutta l’ACR Messina, desidero esprimere la sincera gratitudine nei confronti delle istituzioni, il cui sostegno è stato importante per il club. Voglio ringraziare anche tutti i messinesi che ci sono stati vicini, con i messaggi carichi di affetto che ci sono arrivati. Un ringraziamento anche ai nostri sponsor, che dopo il play-out di Ragusa hanno rinnovato il loro impegno. Sono stati mesi difficili: ancora non sappiamo in che categoria giocheremo, e sappiamo che non è semplice, né per i nostri tifosi né per noi. Una cosa, però, abbiamo pensato sempre: Messina non ha categoria. Messina è Messina. Scusate il nostro silenzio, ma questo è il nostro modo di lavorare. Il nostro staff, nonostante ciò, ha sempre lavorato, e la conferenza di oggi è la dimostrazione. Abbiamo portato a Messina profili di valore, per ribadire il nostro assoluto impegno per questa squadra”. Parole condivise dal sindaco Federico Basile.

In seguito, Morris Pagniello ha dichiarato: “Grazie a tutti, è un piacere stare qui, accanto a voi. Scusate il nostro silenzio. Ci siamo resi conto, in questo lasso di tempo, della grande responsabilità che abbiamo nei confronti di questa squadra, che è il simbolo di questa città. Chiediamo scusa per ciò che è successo a Ragusa, e ci prendiamo tutte le responsabilità del caso: a ogni modo, stiamo cercando di imparare dai nostri errori, e siamo sicuri che ci stiamo affidando ai profili giusti. La società, sino a questo momento, sta impiegando tutte le proprie forze: i risultati dipenderanno anche da ciò che faranno i calciatori in campo. Noi vogliamo essere un club di comunità, e lo stiamo dimostrando attraverso tutte le iniziative che stiamo promuovendo. Un ringraziamento ai tifosi per il loro sostegno: il messaggio che vogliamo mandare è che noi ci siamo, e crediamo di essere finalmente sulla strada giusta. Purtroppo non possiamo cambiare il passato, ma possiamo decidere come sarà il futuro: guardiamo avanti con umiltà, responsabilità e professionalità”.

Successivamente ha preso la parola Maurizio Pellegrino: “Siamo qui per vincere, è inutile girarci intorno. Sono onorato di avere questa opportunità, ossia quella di lavorare in una città importante come Messina. Sono consapevole di questo ruolo, del senso di responsabilità che mi porta ad affrontare questo tipo di incarico, ma allo stesso tempo sono molto felice di essere qua: Messina ha delle potenzialità importanti, e credo che si possa costruire qualcosa di bello, a patto che venga fatto con altruismo e serietà. Fino a qualche settimana fa, con il presidente, eravamo in una situazione molto complicata: non era semplice iniziare le opere di allestimento del roster senza sapere in che categoria giocheremo. Sono rimasto stupito, allo stesso tempo, da ciò che hanno detto i vertici societari, che mi hanno parlato di un progetto: questo è fondamentale, e dimostra quanta voglia ci sia nell’affrontare un programma. Questa città ha una grande tradizione calcistica: non sappiamo come andrà la stagione, ma promettiamo di garantire un impegno massimale al fine di restituire a Messina quella dignità che deriva dalla propria grande storia”.

A dar seguito alle sue parole, quelle di Alfio Torrisi: “Tengo a ringraziare tutti voi per l’accoglienza e la vostra presenza. Sono orgoglioso e onorato di essere qui seduto, insieme a voi, e di essere il nuovo allenatore del Messina, piazza storica con una città importante alle spalle. L’unica cosa che mi sento di dire è che darò tutto me stesso, e lavorerò ventiquattro ore al giorno per portare la Biancoscudata verso le categorie che merita. Voglio rendere la piazza orgogliosa del nostro lavoro. Sappiamo che vivremo una stagione complicata, difficile, ma noi vogliamo far bene: lo dobbiamo alla storia di un club che è tra i venti più antichi d’Italia. Dobbiamo capire tutti, dallo staff tecnico ai calciatori, le responsabilità nei confronti della piazza e gli obblighi morali che abbiamo a rappresentarla: la vittoria dev’essere una conseguenza dell’atteggiamento. Vogliamo arrivare alla vittoria attraverso la prestazione, la fame e la voglia di vincere. Sappiamo che contro di noi le nostre avversarie si impegneranno a dismisura, come è giusto che sia: dobbiamo calarci nella mentalità di questa compagine, avendo umiltà al di sopra della tecnica. La nostra sarà una squadra di assoluto livello, e il risultato sarà una conseguenza. Ringrazio per la sciarpa che mi è stata messa al collo dalla tifoseria organizzata: speriamo di poterla sventolare sotto la Curva a maggio”. Parole apprezzate da Massimo Finocchiaro, in sostituzione del nuovo assessore allo sport, Stello Vadalà, colto da ulteriori impegni istituzionali.

Chiusa la prima parte di conferenza, sono stati chiesti a Pagniello lumi in merito alla vicenda “ripescaggio”: “La Lega, all’inizio, ci ha dimostrato grande apertura a riguardo. Poi la pista si è raffreddata. Ora pare si sia aperto qualche spiraglio. Ciò, però, non cambia il nostro programma: l’obiettivo della società è quello di disputare un campionato di vertice, che sia Serie D o Eccellenza”.

Pellegrino è intervenuto, invece, sulle motivazioni che hanno portato alla scelta di Torrisi quale profilo ideale per il rilancio del calcio peloritano: “La scelta del nuovo tecnico è stata molto semplice. Di allenatori dello spessore e del timbro di Torrisi ce ne sono pochi in giro. È un allenatore che ha fame, che ha voglia di mettersi in mostra e che punta sempre al meglio, non si appaga. Poche chiacchiere e tanta concretezza, fattore che ci può portare a costruire già da subito, come stiamo facendo da dieci giorni a questa parte”.

A mister Torrisi, a tal proposito, sono stati chiesti i dettagli sulla trattativa e se l’incertezza in merito alla categoria avesse pesato o meno sulle tempistiche dell’ingaggio: “Partiamo da un presupposto: Messina non si accetta, Messina si sceglie. Come ha ben detto il nostro presidente, Messina non ha categoria. Non ho avuto alcun tentennamento: la trattativa con la società è stata sempre lineare, non c’è stato alcun intoppo. Ho mostrato piena apertura nei confronti di questo club, anche grazie alle rassicurazioni che mi sono state fornite dal presidente. Il mio obiettivo è quello di onorare il contratto triennale che ho firmato e mi sono prefissato la volontà di riportare il Messina tra i professionisti nel minor tempo possibile. La mia risposta è stata netta e subito positiva”.

Pellegrino non si è sbottonato sul tema mercato, non lasciando trapelare alcun nome: “Ovviamente non è stato semplice contattare i giocatori e convincerli ad accettare una situazione così incerta: tra Serie D ed Eccellenza vi sono delle differenze. La società, tuttavia, ha spinto tanto e ha iniziato a parlare di un progetto: questa è stata la chiave di volta, indipendentemente dalla categoria. Per noi è stato, da quel momento, più semplice contattare i giocatori. Sono già 16 i calciatori bloccati, di cui quattro under. Vogliamo strutturare una base importante, poi aspettare qualche giorno per capire le dinamiche di mercato”.

Rispetto a ciò che è stato detto – ha proseguito Pellegrino -, vorrei rimarcare un aspetto importante: “È vero che a Messina non esiste categoria, ma io vorrei che questo fosse reale. Vorrei che tutti partecipassimo, come un’unica grande squadra: iniziare a dire ‘io voglio ricostruire e rinascere’. Noi abbiamo il dovere di mettere nelle condizioni tutti i nostri tifosi affinché si avvicinino in maniera concreta alla squadra, ma dall’altra ci farebbe piacere che quest’orgoglio prevalga senza troppi pensieri da chi ama veramente il Messina”.

Pagniello ha poi detto: “In questi ultimi mesi abbiamo imparato molte cose, ma abbiamo capito in maniera ancora maggiore l’importanza della piazza. Se potessi tornare indietro, sceglierei di iniziare con gli uomini che abbiamo accanto in questo momento, ma ciò non è possibile. Possiamo cambiare il futuro tramite un’opportuna programmazione. Quando abbiamo rilevato la società, sapevamo che potessimo trovarci in una situazione di questo tipo”.

Sempre in tema mercato, Pellegrino ha sottolineato il lavoro che si sta effettuando per creare un organico di livello, nonostante l’incertezza della categoria: “Costruire una squadra competitiva sia per la D sia per l’Eccellenza è difficile: è vero. Quello che stiamo cercando di fare, però, è strutturare una base consolidata, che potesse darci delle garanzie per entrambe le possibilità. Andando avanti, ci è piaciuta questa cosa e abbiamo continuato a contattare calciatori di assoluto livello, che siano pronti ad affrontare tutti e due i campionati, sapendo le differenze tecniche e fisiche che esistono. Stiamo cercando di costruire un roster che possa vederci protagonisti sia in caso di Eccellenza sia in caso di ripescaggio: la società e il mister, però, sono stati molto importanti nello sviluppare questa visione”.

Avete scelto un DS universale, con competenze trasversali. È un caso o è una scelta consapevole? “Ingaggiare Pellegrino è stata una scelta consapevole”, ha dichiarato Pagniello. “Le sue competenze per noi sono ottime sia in termini di strutturazione societaria che in termini di intermediazione. Pellegrino starà qui a Messina e avrà modo di confrontarsi direttamente con il territorio”.

Per Pellegrino, la scelta di un allenatore come Torrisi ha un impatto anche in termini di mercato: “Torrisi è un vulcano in piena eruzione. Le definizioni nel calcio sono molto particolari: il lavoro dev’essere fatto in piena condivisione. La costruzione della squadra non è solo la scelta dei calciatori, ma dev’essere una compartecipazione a 360 gradi. Se noi prendiamo un determinato giocatore è perché crediamo nella sua funzionalità sotto tutti i punti di vista. Ogni scelta è ponderata, sia da parte mia che da parte di mister Torrisi: l’allenatore ci deve stimolare continuamente, anche nella scelta dei calciatori, perché lui queste categorie le ha fatte ed è giusto che, quando propone, debba essere preso in considerazione”.

Rispondendo alla domanda su quanto potesse essere rilevante la “bivalente” costruzione della rosa, Torrisi ha commentato: “Io sono certo che, per vincere, in primis serva un club forte e ben strutturato, sia a livello economico che dirigenziale. La struttura della dirigenza, la competenza e l’unità d’intenti da parte di tutti sono fondamentali per vincere. Si deve costruire una squadra attorno al pensiero tecnico-tattico dell’allenatore. Allenare è una grande responsabilità e, per questo, la squadra dev’essere plasmata su un principio di idoneità e predisposizione a recepire il mio carattere in campo. Un giocatore, per me, non può perdere la palla e passeggiare: dobbiamo essere devastanti sotto l’aspetto mentale, impressionare psicologicamente e non con il blasone e il nome. Andremo in campo con dei soldati, che devono avere ben impresso ciò che si deve fare per indossare questa casacca. Il ‘Celeste’ dev’essere un catino ribollente. Io sono molto esigente ed esigo la massima disponibilità da parte di tutti: allestiremo un organico composto da venti giocatori titolari che dovranno sempre farsi trovare pronti. Dovremo avere, ogni domenica, novanta minuti di battaglia: so cosa vuol dire allenare una piazza importante e l’impegno che gli avversari mettono contro di essa. Il nostro sviluppo dev’essere totale, non solo stagionale ma anche progettuale”.

Sugli impianti, l’assessore Finocchiaro: “Ancora non c’è niente di stabilito. Il ‘Celeste’ è stato riqualificato tramite degli investimenti importanti e ci sono ancora delle parti di stadio che devono essere interessate da ristrutturazioni. Giocare al ‘Celeste’ implica una nuova fase di discussione e di confronto con la Questura: dobbiamo capire che condizioni verranno messe per disputare le partite nell’impianto di via Oreto. Il 31 luglio si completerà la fase di collaudo e, dunque, lo stadio ci verrà assegnato ufficialmente quel giorno. Poi si vedrà, compatibilmente alla definizione di cosa verrà fatto al ‘Franco Scoglio’, anch’esso casa del Messina”.

A chiudere la conferenza è stato il consigliere comunale Nicola Maddocco, a margine del cui intervento il club manager Maurizio Mantineo ha sintetizzato il crono-programma dei prossimi giorni. Il 28 luglio inizierà un raduno con visite mediche, mentre la sera del 2 agosto è in programma un triangolare, a Capaci, con Arandina e Athletic Club Palermo. Il 3 agosto si partirà verso Cascia, il ritorno è fissato per il 14. Nella settimana del 20, a Messina, si giocherà un’amichevole con il Victoria Hotspurs, formazione maltese.

(Foto: TGMessina.it)

Francesco Pellegrino
Francesco Pellegrino
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