6 Novembre 2025Eduardo AbramoPrimopiano

“Il costo del ponte è cresciuto di oltre il 50% e non si tratta solo di inflazione”. Il documento che prova l’incremento per le varianti

Il movimento “Invece del Ponte” contesta le rassicurazioni dell’amministratore delegato della società Stretto di Messina Pietro Ciucci che ha dichiarato che la nuova gara d’appalto non era necessaria. Eppure se si è passati da 3,9 miliardi di euro di costi e 13,5 miliardi. Tutta inflazione? Un documento ufficiale proverebbe che non è così

“Nella trasmissione “Fuori TG” di RAI 3 l’AD della Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha
respinto l’ipotesi che per il ponte sullo Stretto sia necessaria una nuova gara, visto che il costo del
contratto è aumentato di oltre il 50%. Secondo lui, il problema non esiste perchè quel limite riguarda
nuovi lavori, non aumenti di prezzo dovuti all’inflazione e per il ponte non ci sarebbero nuovi lavori né
varianti: il costo del progetto è passato da 3,9 a 13,5 miliardi solo per colpa dell’inflazione.
Ciucci è però ufficialmente smentito dal Sistema Informativo Legge Opere Strategiche della Camera dei
Deputati. Nella Scheda n. 65, infatti, si legge chiaramente che esistono tre varianti del progetto. A causa
di queste, il valore base del contratto è salito nel 2011 da 3,9 a 5,2 miliardi”. La puntualizzazione è del movimento “Invece del Ponte”. Ed ecco il documento al quale i contrari alla grande opera fanno riferimento:

“È un incremento reale dei lavori del contratto – dichiarano i rappresentanti di Invece del Ponte – che dovremmo attribuire proprio alle varianti che Ciucci nega.
La scheda parlamentare indica che questi aumenti derivano da tre “Atti Aggiuntivi” firmati
tra 2009 e 2011 tra la Società Stretto di Messina e il consorzio Eurolink. Eppure, proprio gli Atti Aggiuntivi
del 2010 e 2011 non sono stati consegnati alla Corte dei Conti (che li aveva richiesti), né dal CIPESS né
dalla Società Stretto di Messina. Solo una coincidenza? O forse è lì che sono indicati nel dettaglio le
varianti e i loro costi? Con questi documenti secretati, tutto resta nel buio.
Fatto sta che i costi aumentano, le varianti esistono e gli atti vengono nascosti — ai cittadini, ai
parlamentari e perfino alla magistratura. Poi, quando la Corte dei Conti non approva ciò che non può
vedere, i sostenitori del ponte gridano al “golpe” e invocano nuove leggi speciali (sarebbe la quarta o la
quinta per questa opera).
Ma davvero si può pensare che l’Italia, il suo bilancio e le sue opportunità di sviluppo possano essere
sacrificati a colpi di bugie e segreti?
E davvero i cittadini resteranno a guardare, mentre si calpestano ambiente, conti pubblici e diritti?”

Eduardo Abramo
Eduardo Abramo
Seguiamo quotidianamente la cronaca e le notizie locali del territorio messinese, raccontando fatti, eventi e segnalazioni con attenzione alla realtà del territorio e alle storie della comunità.
Crollo a Pistunina, recuperato un terzo corpo

Crollo a Pistunina, recuperato un terzo corpo

Il cadavere si trovava nella parte più profonda dell’edificio. Sale a tre il bilancio ufficiale delle vittime del crollo della palazzina nel quartiere Pistunina.…
Primopiano·Redazione·1 Agosto 2026