I sindaci del Ponte: Basile tratta, Caminiti chiede un miliardo e mezzo di opere “complementari”
La sindaca di Villa San Giovanni contraria al Ponte. “Non posso ignorare la legge, ma dalla viabilità all’impianto fognario sarebbe tutto da rifare”
“Messina sarà protagonista e faremo sentire la nostra voce in tutte le fasi di questo grande progetto”. In relazione al Ponte sullo Stretto, il sindaco di Messina Federico Basile ha postato queste parole per commentare il recente incontro a Roma con il ministro dei trasporti Matteo Salvini. L’Amministrazione di Palazzo Zanca ha superato la questione “si o no” e si sta concentrando su quando di meglio, o di meno peggio, si possa fare in vista dell’apertura dei cantieri mettendo sul piatto della bilancia una serie di opere pubbliche che possano compensare gli inevitabili disagi. La rete idrica urbana, una delle opera “compensative”, ma non solo. Il pilone del ponte, lato Sicilia, ha dunque il suo “appoggio”. Anche se mancano ancora tante certezze e l’opposizione politica sostiene da tempo che per Messina ci saranno solo disagi. Uno dei punti deboli è il no incassato alla variante ai lavori che riguardano la zona sud il cosiddetto “salva Contesse”


Ma come si comporta intanto l’amministrazione comunale di Villa San Giovanni? La sindaca Giusy Caminiti non ha mai fatto misteri di essere contraria alla realizzazione di quest’opera ma, da donna delle Istituzioni, deve “accettare” le conseguenze di una legge dello Stato che dice che il Ponte si farà. Quello che è certo è che il comune calabrese non intende fare esclusivamente da terreno sul quale piantare le gigantesche torri. Ciò che la la sindaca mette sul piatto di una bilancia, dall’equilibrio ancora da trovare, sono opere preliminari che complessivamente valgono 534 mila euro. “Il ponte dividerebbe la città – dichiara la sindaca – sarà necessario realizzare nuove reti idriche ed una seconda rete fognaria con depuratore. E poi 7 nuove strade che consentano ai cittadini di muoversi in un contesto viabile sostenibile”. Questo per cominciare. E poi?
La sindaca Caminiti chiede anche una serie di opere che non definisce “compensative”, ma “complementari”. Valore? Un miliardo e mezzo di euro. Nella lista ci sono il porto a sud, di un porticciolo turistico. “Non è il Governo che decide cosa serve al nostro territorio – ha dichiarato la prima cittadina – ma devono essere le amministrazioni a farlo”.
Ed alla domanda specifica relativa alla possibilità di incidere così tanto, la risposta è: “Ci muoveremo all’interno dei poteri della legge, è ovvio che chi amministra un comune non può essere anarchico. Si potrebbe però anche fare ricorso rispetto a quanto deliberato dal Cipess. Ancora non abbiamo letto”.
La questione sarebbe tecnica, non politica. Giusy Caminiti continua a dichiarare che l’azione riguarda la tutela e la valorizzazione dei territori. Per quanto riguarda la grande opera, la sindaca comunque non si è mai nascosta e non si nasconde. “Contraria ad un progetto vecchio di vent’anni e che non offre sicurezze”








