23 Marzo 2024 • Francesco Pellegrino • Sport

I Satanelli mandano il Messina all’inferno. Netto 0-3 e Play-Off lontani

Il rientro fra le mura amiche del Messina coincide con il ritorno ad una sconfitta che mancava da 2 turni: il Foggia espugna il “Franco Scoglio” con un netto 0-3. Un risultato che fa male non solo per il pesante passivo, ma anche perché ridimensiona le ambizioni dei giallorossi, che vedono significativamente affievolirsi le speranze di qualificazione ai Play-Off.


Ponendo un focus sulle statistiche che la gara odierna può fornire, il punteggio finale di quest’oggi sembra quasi paradossale, per non dire surreale. Quel che si è visto questo pomeriggio è stato, però, un Messina immaturo, scivolato sul più bello nelle ultime curve di una rincorsa clamorosa ma che adesso rischia di essere gravemente compromessa. È vero, i biancoscudati hanno attaccato e hanno costruito tante palle goal, specialmente nel contesto di un primo tempo dominante in cui solo le mani di un Perina in stato di grazia sono riuscite a porre rimedio allo stato di furore peloritano, ma è altrettanto vero che i giallorossi, complice una prova nel complesso peggiore rispetto a quelle mostrate nei precedenti impegni stagionali (ulteriormente aggravata dai decisivi errori di alcuni singoli), pagano la pecca di furbizia e di cinismo, due qualità decisive in un campionato come la Serie C in cui le partite si vincono prima sull’aspetto psicologico e, successivamente, sul terreno di gioco.


Una partita, quella di oggi, messa sul binario diretto verso la Puglia già dal 20° minuto, momento in cui l’ex Cagliari Gagliano scatta alle spalle della distratta difesa Siciliana, depositando in rete il diagonale vincente per il vantaggio rossonero. Una spallata al match alla quale il Messina ha tentato di porre rimedio, salvo vedere tutti i propri sforzi (palesatisi nella doppia occasione di Emmausso e nella conclusione d’esterno di Franco) infrangersi contro il già citato e insuperabile Perina.


L’effettivo punto di svolta della gara arriva, però, al 55° minuto, quando un ingenuo Manetta, già ammonito, atterra Gagliano sulla linea di centrocampo, venendo così punito con il secondo giallo che ne decreta l’espulsione. Una dinamica che causa un forte contraccolpo emotivo e psicologico, ulteriormente aggravato dall’immediata rete del raddoppio dei Satanelli: grave ingenuità difensiva di Pacciardi che perde il possesso della sfera all’altezza dei quindici metri dell’area di rigore, favorendo il recupero di Tascone che arriva dalle retrovie e insacca in rete uno 0-2 che, a trentacinque minuti dalla fine dell’incontro, chiude a tutti gli effetti la pratica. A nulla serve la reazione d’orgoglio dei padroni di casa, che prima sfiorano con le conclusioni di Plescia e Scafetta l’obiettivo per poi subìre, in 9 contro 11 (complice l’espulsione di Frisenna, reo di aver applaudito l’arbitro dopo aver essersi visto sventolare in faccia un cartellino giallo) la rete del rotondo 0-3 definitivo: capolavoro di Millico che conclude a giro, pallone che si spegne appena sotto l’incrocio dei pali.


Si interrompe così la serie senza sconfitte di un Messina ancora troppo acerbo per poter competere ad alti livelli, e che necessita di un progetto ambizioso per poter tornare a ben figurare in palcoscenici più idonei al blasone della squadra. Un harakiri arrivato sul più bello, che di certo non cancella con un colpo di spugna tutto il buono fatto negli ultimi due impressionanti mesi, ma che lascia un profondo senso di amarezza. A continuare, invece, è la striscia positiva di un Foggia in netto miglioramento, sia sotto il punto di vista dei risultati sia sotto quello della qualità del gioco offerta, e che con questa vittoria entra con prepotenza, prorompenza e merito nel circolo delle prime dieci del girone.


Un Messina che si è incartato nei propri stessi schemi e nei dettàmi di gioco del proprio allenatore, ma che in vista dell’impegno di Sabato prossimo (in casa della capolista Juve Stabia) deve impegnarsi al fine di confezionare una performance impeccabile, che possa mantenere quanto meno la matematica speranza di raggiungere una decima posizione che adesso risulta essere parecchio lontana e che possa, allo stesso momento, rendere giustizia ed onore al tutto sommato soddisfacente cammino che sta per volgere al termine.

Francesco Pellegrino
Francesco Pellegrino
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