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giovedì, Agosto 18, 2022

I messinesi non sanno ancora differenziare. Troppi gli errori. L’appello di Messina Servizi

Molti messinesi non hanno ancora capito come si fa la raccolta differenziata. Emerge dell’analisi merceologica dei rifiuti, in particolare di quelli indifferenziati con la presenza di materiali che andrebbero conferiti in modo diverso o nelle isole ecologiche o in altri carrellati o mastelli di differenti tipologie di materiali. Il presidente Giuseppe Lombardo fa un appello ai messinesi. Nell’indifferenziato la presenza ancora del 27,8% di materiale organico, del 15,5% di carta e cartone, del 23, 8% di plastica, dell’1,5 di metalli, del 9,2 di tessile e legno, del 2,4 di vetro.

“Chiediamo ai cittadini – spiega Lombardo – un impegno maggiore nel diminuire i rifiuti  indifferenziati, perchè è ancora possibile recuperare almeno fino al 50 percento nella frazione indifferenziata. Messinaservizi garantisce il porta a porta in ogni singola utenza della città da più di anno ormai, sia utenze domestiche che non domestiche, ora devono essere i cittadini a migliorare la qualità dei rifiuti conferiti con un ulteriore sforzo. Tutto questo anche per azzerare l’aumento, non dipendente da noi, ma da politiche regionali scellerate, del costo del conferimento dell’indifferenziata che si è triplicato, passando da 120 a 360 euro a tonnellata.

La crisi del sistema dei rifiuti in Sicilia, dovuta al governo Musumeci e a quelli che lo hanno preceduto – spiega Lombardo – ha portato ad una complicata situazione che sta causando problemi seri in molte città della Sicilia, fortunatamente non a Messina, grazie alle politiche messe in atto dall’amministrazione De Luca. Le politiche poco attente della Regione sui rifiuti, sono dovute tra l’altro, ad una programmazione non oculata che ha portato ad una grave carenza di impianti”.

“A Messina dove la situazione è migliore – prosegue Lombardo- .stiamo lavorando nell’ottica di promozione di un migliore riciclo e riuso e per proseguire la rivoluzione green che abbiamo avviato.” “Dobbiamo essere consapevoli – conclude  Lombardo – che  il maggiore utilizzo di buone pratiche  non è solo una questione di decoro e pulizia, ma anche etica, perché utile per contrastare le ecomafie e promuovere una città green completando la transizione ecologica”.

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