27 Settembre 2024Francesco PellegrinoAttualità e Politica

GMMR 2024: ieri a San Nicolò all’Arcivescovado la presentazione del messaggio di Papa Francesco

Si è svolto nel pomeriggio di ieri, presso la chiesa di San Nicolò all’Arcivescovado, l’incontro di apertura delle iniziative organizzate in occasione della 110ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2024, promosse dalla Caritas diocesana e dall’Ufficio diocesano Migrantes.

Il meeting, moderato dalla professoressa e giornalista Tiziana Caruso, si è tenuto alla presenza di monsignor Letterio Gulletta (parroco di San Nicolò all’Arcivescovado), di padre Marco D’Arrigo (parroco di San Pietro e Paolo, collaboratore dell’Associazione ‘Walking Together’ e vicario foraneo di Messina centro e nord), del diacono Santino Tornesi (direttore dell’Ufficio Migrantes) e del dottor Giuseppe Silvestro (coordinatore del SAI MSNA del Comune di Messina, rappresentante della Cooperativa ‘Medihospes’ ed uno dei responsabili dell’area formazione dell’Ufficio Migrantes). Presente anche padre Ferico Duque, cappellano della Comunità Filippina di Messina, pienamente coinvolta nell’iniziativa.

Tema centrale della discussione il messaggio consegnato alla Chiesa universale da Papa Francesco in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Per l’edizione del 2024, il tema scelto dal Pontefice è “Dio cammina con il suo popolo”, in cui il Santo Padre, richiamando la dimensione sinodale della Chiesa, sottolinea come l’intera comunità dei fedeli sia in cammino, proprio come i migranti di oggi, verso la patria ultima: il Regno dei Cieli.

Un testo con molteplici spunti di riflessione, in cui è stato fornito uno quadro generale (non esclusivamente in termini statistici) della drammatica situazione migratoria del Bel Paese e del mondo intero. Ci si è inoltre soffermati, come da titolo, proprio sulla natura itinerante del popolo di Dio nella ricerca di una Terra Promessa, attraverso le parole e l’omelia di Sua Santità.

Un’umanità divisa e disomogenea, ma nello stesso momento unita dalla medesima destinazione di un lungo viaggio in cui è certamente essenziale riconoscere la presenza di Dio, guida e protezione per il suo popolo, e quella del Signore in ogni migrante che bussa alla porta del nostro cuore: solo così riusciremo a trasformare la parola “accoglienza” non più in un leitmotiv politico, ma ad incarnarne l’essenza in un’esercizio di aggregazione, spiritualità ed empatia.

(Foto: Saro Zona)

Francesco Pellegrino
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