Furti in appartamento e spaccio. I Carabinieri di Taormina scoprono una banda. A capo un 26enne già in carcere con l’accusa di omicidio stradale
Il 26enne di Piedimonte Etneo, arrestato ad aprile dello scorso anno con l’accusa di omicidio stradale pluriaggravato, giudicato resposabile dell’incidente stradale verificatosi a giugno 2020 a Giardini Naxos, nel quale ha perso la vita un giovane di 19 anni a capo anche di una banda specializzata anche in furti in abitazione. Con lui altri due soggetti indagati in stato di libertà per i reati di calunnia e favoreggiamento personale. La loro posizione adesso di aggrava.
Su delega della Procura distrettuale della Repubblica di Catania, i Carabinieri della Compagnia di Taormina hanno eseguito un’ordinanza applicativa della misura cautelare personale degli arresti domiciliari, con braccialetto elettronico, emessa dal Giudice dell’Indagini Preliminari del Tribunale di Catania, nei confronti dei tre, originari di Piedimonte Etneo e Giarre, e che devono rispondere pure – a vario titolo – dei delitti di furto in abitazione aggravato, ricettazione e traffico di sostanze stupefacenti. Altre sei persone, sempre del comprensorio Jonico/Etneo sono indagate in stato di libertà per i medesimi reati e nei loro confronti è stato emesso un avviso di conclusione delle indagini preliminari e informazione di garanzia.
L’operazione parte da lontano e trae origine dalle indagini avviate dai militari di Taormina a seguito di quel drammatico incidente. Nel corso delle attività d’indagine, anche di natura tecnica, sono emersi elementi idonei ad integrare ulteriori reati commessi nei territori di alcuni paesi della provincia di Catania.
La Procura ha disposto ulteriori approfondimenti, all’esito dei quali è emersa la centralità della figura del 26enne, quale punto di riferimento per i componenti di una piccola banda aggregatasi intorno a lui al fine di commettere furti in appartamento, detenere e smerciare sostanze stupefacenti di vario genere, non disdegnando il tentativo di recuperare armi da utilizzare con la specifica finalità.
Le indagini hanno permesso di documentare in particolare un furto in abitazione che sarebbe stato commesso dai tre indagati, a Piedimonte Etneo, ai danni di una persona anziana del luogo, furto nel corso del quale i tre si sarebbero impossessati di una somma di denaro di oltre 50mila euro. Inoltre, nel corso delle perquisizioni domiciliari i Carabinieri hanno rinvenuto altra refurtiva: banconote straniere da collezione, anelli, bracciali, collane orologi in oro e monili vari.
L’analisi incrociata degli elementi probatori acquisiti ha consentito di definire il ruolo di ogni singolo indagato. La banda operava con consolidato modus operandi scegliendo gli obbiettivi da colpire a seguito di scrupolosi e ripetuti sopralluoghi. Uno era l’autista, che rimaneva in zona al fine di garantire la fuga agli altri componenti, che invece avevano un ruolo esecutivo. Questi ultimi, con azioni molto rapide, operavano l’effrazione, entravano all’interno delle abitazioni, attraverso balconi, porte e finestre ed in alcuni casi anche utilizzando chiavi alterate, quindi giunti all’interno degli appartamenti li saccheggiavano, asportando ogni bene prezioso e di valore.
Nel corso delle attività d’intercettazione sono stati documentati diversi episodi di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti di vario genere. In particolare è stato cristallizzato l’approvvigionamento, da parte degli indagati, di circa 500 grammi di cocaina e altri 200 di hashish.







