16 Dicembre 2025RedazioneCronaca e Giudiziaria

Estorsione ad allevatore, mille euro per riavere gli animali rubati. Arrestato 45 enne del clan “Bontempo Scavo”

SANTO STEFANO DI CAMASTRA (ME) – La pretesa di 1000 euro per la restituzione di due capi di bestiame. L’affare delle estorsioni è anche quello delle “piccole” cifre da sottrarre agli allevatori. Una violenza che consente alle famiglie mafiose di guadagnare e, contemporaneamente, chiarire chi “comanda” sul territorio. Le Forze dell’Ordine, con il loro intervento, hanno sventato il tentativo di estorsione. I Carabinieri della Compagnia di Santo Stefano di Camastra hanno
eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Messina, su richiesta di questa Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di un 54enne, di Tortorici, già condannato in via definitiva, per “associazione di tipo mafioso” nell’ambito dell’operazione convenzionalmente denominata “Mare Nostrum”, quale appartenente al gruppo mafioso dei “Bontempo Scavo”. Si procede per il reato di “estorsione”, aggravato dal metodo e dalla finalità mafiosi, ai danni dell’allevatore di Castell’Umberto (ME).


Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina e delegate ai Carabinieri della Compagnia di Santo Stefano di Camastra, hanno consentito, allo stato, di acquisire un grave quadro indiziario, a carico del 54enne, in ordine al reato di estorsione aggravata dal metodo e dalla finalità mafiosi, per aver costretto la vittima -mediante violenze e minacce- a corrispondergli la somma di denaro pari
1.000 euro, per ottenere la restituzione di alcuni capi di bestiame, precedentemente
sottrattigli. Inoltre, le modalità di commissione delle condotte sono state tali da ingenerare nella
medesima vittima una condizione di assoggettamento e omertà, anche in ragione della notoria appartenenza dell’indagato al gruppo mafioso tortoriciano dei “Bontempo Scavo”.
Le indagini erano state avviate nel giugno scorso, dopo che i Carabinieri della Stazione di Cesarò (ME) avevano appreso del ritrovamento -in un’area rurale notevolmente distante dal luogo della sottrazione- dei predetti bovini, dei quali era stato denunciato lo smarrimento. Nella circostanza, la significativa distanza tra i due Comuni -delimitati, tra l’altro, da un territorio piuttosto impervio- aveva indotto i Carabinieri a ritenere improbabile l’allontanamento autonomo degli animali e ad avviare le investigazioni, ricostruendo la dinamica dei fatti e risalendo alle condotte illecite contestate all’indagato

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