Emergenze abitative e povertà. L’ Unione Inquilini scrive al sindaco e annuncia un corteo
Sit-in davanti alla Casa dello Studente, ancora chiusa. Il testo della lettera inviata al primo cittadino di Messina Federico Basile:
Il Ddl Sicurezza approvato alla Camera mina le basi della tenuta sociale del nostro Paese e siamo tutti chiamati a batterci affinché non sia messa in pericolo la democrazia!
Il Governo Meloni ha abbandonato i Comuni a fronteggiare la povertà dilagante, perché messi a dura prova con l’autonomia differenziata, che andrà ad incidere ancor più sulle disuguaglianze e, sul fronte abitativo, dopo il decennale scardinamento delle relative politiche, con la mancanza di qualsiasi strumento per supportare le famiglie in difficoltà, come il contributo affitto scomparso nella legge di Bilancio. L’intero testo mira all’annientamento del dissenso e all’articolo 10 si criminalizzano coloro che occupano per necessità stabili pubblici, privati in abbandono e alloggi pubblici, con pene dai 2 ai 7 anni di carcere.
Come si potranno gestire eventuali arresti di massa nelle città? Come sarà possibile tutelare migliaia di minori, donne, anziani e disabili ai quali il Governo gira le spalle lasciando soli i Comuni nella gestione di una drammatica piaga sociale come quella della crisi abitativa? Il governo se la prende con i poveri e con chi li difende, e non contro il racket delle organizzazioni criminali che prospera nei loro affari sporchi grazie all’assenza di risposte sociali da parte dello Stato.
Lo Stato tratta sindacati e associazioni come fa con i volontari che cercano di salvare le vite nel mare, come criminali. Siamo i primi a ritenere inaccettabile l’occupazione di un alloggio ai danni di un anziano che si reca presso un ospedale per le cure, e riteniamo che vada liberato immediatamente per essere restituito al legittimo assegnatario in tempi brevi, ma per questo, come già accade, basterebbe emanare linee guida per interventi immediati e uniformi sul territorio nazionale. Salvo poi perseguire l’occupante abusivo lasciando al giudice l’eventuale valutazione dell’accaduto e l’eventuale applicazione dell’articolo 54 del codice di procedura penale sulla lievità del fatto in presenza per esempio di minori. Le leggi ci sono, basterebbe applicarle.
Il Governo invece colpirà con pene dai 2 ai 7 anni chi occupa, ma ignora le 650 mila famiglie che sono in graduatoria per una casa popolare e le 40.000 nuove sentenze di sfratto. Nel 2022 ci sono state circa 100.000 richieste di forza pubblica per esecuzioni di sfratto, di cui il 90% per morosità, e vi sono 170 mila nuclei sui quali pendono pignoramenti perché impossibilitate a pagare il mutuo. Con 6 milioni di persone in povertà assoluta nel nostro paese ci si dovrebbe aspettare una guerra alla povertà, ed invece ci ritroviamo il Governo ingaggiare una guerra ai poveri!
Ma il Governo non si ferma alla persecuzione dei poveri, con il Ddl Sicurezza si vuole colpire anche il dissenso, con pene previste per gli attivisti che si organizzano a sostegno dei precari della casa. Basterà organizzare un picchetto antisfratto, costruire una cassa di resistenza, per finire in carcere! Ricordiamo che quando si sostiene un’occupazione, o si fa un picchetto contro uno sfratto, gli attivisti non agiscono contro il diritto di proprietà che la Costituzione riconosce, nella sua funzione sociale, ma invece i difensori per i diritti umani intervengono a difesa di quei nuclei che la legge e i trattati affermano abbiano diritto a forme di protezione. Se annientiamo la solidarietà, chi ci sarà a ricordare la necessità di risarcire le famiglie in attesa inutile di una casa popolare? Dovremo rimanere a guardare mentre in barba a ogni diritto si abbatte la violenza su bambini, invalidi e anziani?
Per queste ragioni l’Unione Inquilini scenderà in piazza il 26 ottobre insieme ad altre forze politiche e sindacali per dire no al Ddl Sicurezza.
L’Italia ha sottoscritto i Trattati internazionali in materia di salvaguardia dei diritti umani, il Diritto alla casa sancito dall’articolo 11 del “Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali”. L’Italia ha l’obbligo di impedire lo sfratto senza passaggio da casa a casa per chi non ha reddito sufficiente per il libero mercato, o è malato, o ha minori in casa, o è anziano. Per questo Unione Inquilini, insieme ad Alleanza Internazionale degli Abitanti, ha consegnato un “RAPPORTO SULLE VIOLAZIONI DELL’ITALIA AL DIRITTO ALLA CASA” che relazionerà a Ginevra per il 4° CICLO – 48a SESSIONE UPR. Unione Inquilini risponde a questo disegno di legge con la denuncia a livello internazionale, non è tollerabile questo attacco alla solidarietà che mira ad annichilire il dissenso!
Ci chiediamo se i Comuni ora saranno pronti ad arginare questo ulteriore aggravamento della situazione, oppure si schiereranno per fermare la barbarie? Chiediamo quindi a tutti i Comuni un censimento degli immobili pubblici e privati in abbandono da restituire alla comunità come alloggi pubblici, che consentano alle persone in precarietà abitativa il passaggio di casa in casa.
In particolare, a Messina, dal nostro osservatorio, individuiamo la sofferenza abitativa di mille nuclei familiari e con almeno ventimila alloggi sfitti, che potrebbero essere comprati dal Comune e dati a canone sociale, magari dialogando con Iacp e Commissario straordinario per il risanamento. Riteniamo che i protocolli d’intesa potrebbero risolvere il problema. Finita l’erogazione di fondi per morosità incolpevole e dei fondi affitti, che hanno aiutato tante famiglie in momenti di crisi economica, la situazione sociale è esplosiva e va affrontata con efficacia. Mentre sino ad ora non si è agito in profondità su povertà e vulnerabilità abitativa.
Dunque chiediamo alla Patrimonio Spa di individuare immobili che possano essere riconvertiti, ed il censimento degli alloggi comunali Erp in programma da quando si è costituita nel 2019!








