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domenica, Settembre 25, 2022

Elezioni regionali, l’appello dei Vescovi di Sicilia: “Attenti ai fondi Pnrr, sviluppo per chi è ai margini”

Il prossimo Governo della Regione dovrà occuparsi di molte questioni ma dovrà farlo dando voce a chi non ha voce e senza lasciare indietro i più fragili. Messaggio dei Vescovi in occasione delle prossime elezioni regionali. Pubblicata la nota della Conferenza Episcopale della Sicilia ed un intero passaggio è dedicato ai fondi del PNRR considerati una opportunità eccezionale, probabilmente irripetibile.

“Sentiamo di dover condividere con voi la preoccupazione perché queste risorse non vengano sprecate ma siano impiegate per la rinascita e lo sviluppo della nostra terra, a cominciare dalle infrastrutture viarie e dai trasporti, dell’agricoltura e delle energie rinnovabili. Servano per una sanità giusta – scrivono i vescovi – per un’istruzione dignitosa e diffusa. Servano concretamente per andare incontro alle famiglie che hanno un solo reddito, alla disperazione dichi è rimasto senza casa, all’angoscia dei lavoratori precari, alle incertezze degli artigiani e dei professionisti, alla solitudine degli anziani e dei disabili, al disorientamento dei bambini e degli adolescenti, alla stanchezza e alla disillusione dei giovani.”

Tanti i temi toccati con una appello alla responsabilità da condividere e che vede la chiesa siciliana impegnata in prima persona per offrire un contributo al rilancio di un territorio che ha tante, troppe, emergenze da superare.

“Vivendo da Pastori la realtà dei nostri territori – si legge nel documento che sarà illustrato in conferenza stampa il prossimo 10 settembre a Palermo, ad appena 10 giorni dalla data del 25 settembre indicata per la celebrazione delle elezioni – guardiamo quotidianamente alle parrocchie, alle Caritas, alle associazioni, ai volontari, a tutti coloro che nelle nostre comunità operano per l’accoglienza e l’aiuto verso chi oggi soffre a causa di una ferita epocale come la pandemia. Sappiamo tutti quanto pericolosamente si stia allargando la forbice delle disuguaglianze, quanto improvvisamente e imprevedibilmente si sia diffuso il fenomeno delle nuove povertà, quanti altri pericoli porti con sé l’aprirsi di nuove zone di vulnerabilità. Non possiamo nascondercelo: i fenomeni criminali, a cominciare da quelli mafiosi, trovano terreno fertile proprio nelle situazioni di degrado, di disagio economico, e nel grave fenomeno della dispersione scolastica.

La Sicilia è un’isola abituata a questa solidarietà operosa. La sua identità antica e stratificata, da sempre dinamica e multiculturale, è lì a dimostrarlo. Oggi alla politica si chiede solo di saperla riconoscere, intercettare, interpretare. Le si chiede di essere presente e vicina, umanamente più generosa e più pronta ad accogliere il patrimonio di bene ospitato nella grande anima della nostra gente.”

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