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domenica, Giugno 26, 2022

Droga. Gazzi e Mangialupi: centrali dello spaccio. Blitz della Polizia. 22 misure cautelari

Importante operazione antidroga della Polizia di Stato che la scorsa notta, con l’impiego di 100 agenti, ha portato all’esecuzione di una misura nei confronti di 22 persone indagate, a diverso titolo, per reati in materia di stupefacenti e armi. Colpita una vasta compagine criminale, armata, perfettamente organizzata per rifornire di droga, in via continuativa, i consumatori dei quartieri cittadini di “Gazzi” e “Mangialupi”, divenuti una centrale di spaccio.  

L’operazione è frutto delle indagini avviate nel 2018. Un mercato gestito da distinte cellule criminali: una più ristretta, operante in Calabria ed impegnata nel rifornire l’altra, più articolata e capillare, che immetteva sul mercato della città metropolitana di Messina, ed in alcune località della provincia, rilevanti partite di cocaina.

L’organizzazione messinese era composta da più di 10 persone appartenenti a due nuclei familiari, fra loro legati, cui facevano poi riferimento numerosi altri soggetti impegnati nello spaccio minuto di droga a “Gazzi” e “Mangialupi”.

La droga veniva occultata in luoghi di custodia esterni alle abitazioni – tombini, canalette di scolo, autovetture abbandonate, anfratti dei muri – e li ricollocata dopo le cessioni; le donne fungevano da vedette a tutela degli “addetti” alle forniture, che si alternavano secondo un consolidato ed efficiente modello organizzativo composto da figure versatili e legate tra loro da vincoli di parentela.

Un’attività senza sosta. Gli acquirenti si avvicinavano ai pusher ad ogni ora del giorno e della notte, tanto da poter documentare, nell’arco dei cinque mesi di sorveglianza, più di tremila cessioni per un giro d’affari quantificato in 50.000 € mensili circa.

Il rifornimento era assicurato da alcuni calabresi, anch’essi arrestati, che gestivano i contatti con i vertici del gruppo dei “messinesi” mediante apparecchi cellulari dedicati che garantivano un elevato livello di riservatezza delle comunicazioni.

Numerosi sono stati i casi in cui gli investigatori dell’Antidroga sono intervenuti in flagranza per intercettare lo stupefacente; in altre occasioni, invece, sono state rinvenute e sequestrate armi e munizioni nella disponibilità del gruppo. Uno dei destinatari della misura cautelare in carcere è, allo stato, attivamente ricercato. La droga resta una delle principali attività economiche delle organizzazioni criminali che continuano ad essere radicate sul territorio e soprattutto in alcuni quartieri periferici della Città. In quelle aree dove la presenza dello Stato purtroppo è sempre più marginale.

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