4 Ottobre 2026 • Redazione • Attualità e Politica

Domenica Savio, Cgil : “non ci si può ricoradare del diritto allo studio solo quando va in crisi una scuola privata”

MESSINA – La vicenda della scuola paritaria Domenico Savio di Messina pone interrogativi che non possono essere ignorati. La primaria di questo istituto privato non si è fermata per caso. La crisi che ha portato allo svuotamento delle classi nasce dai ritardi nel pagamento degli stipendi, che hanno spinto docenti e personale a lasciare l’istituto per cercare condizioni di lavoro migliori.
«Quando lavoratrici e lavoratori restano senza stipendio per mesi e ricevono soltanto vaghe promesse di un “pagheremo”, non siamo di fronte a una semplice difficoltà organizzativa. Siamo davanti a una situazione che mette in discussione il rispetto di chi nella scuola lavora ogni giorno» dichiara Patrizia Donato, segretaria generale della FLC CGIL Messina.
«La continuità didattica si garantisce pagando regolarmente gli stipendi, rispettando i contratti e garantendo condizioni di lavoro dignitose. Non si può chiedere al personale di farsi carico dei problemi economici di una struttura scolastica».
Questa vicenda, secondo la segretaria della FLC CGIL Messina, impone anche una riflessione sull’utilizzo delle risorse pubbliche.
«È legittimo chiedersi come sia possibile che una scuola privata che riceve finanziamenti pubblici arrivi al punto di non riuscire a pagare regolarmente i propri dipendenti. E diventa inevitabile interrogarsi sui controlli che devono accompagnare l’utilizzo di quelle risorse. Perché se si utilizzano soldi pubblici, allora la trasparenza e le garanzie per lavoratori, famiglie e studenti devono essere ancora maggiori».
Ma per Donato c’è anche un altro elemento che emerge con forza. «Oggi assistiamo a un coro unanime che richiama il diritto allo studio perché una scuola privata attraversa una fase di crisi. Ma dov’era questa indignazione quando, negli ultimi tre anni, la provincia di Messina ha perso nove autonomie scolastiche statali a causa del dimensionamento?».
«Anche quella è una ferita profonda al diritto allo studio, al diritto di studenti e famiglie a restare. Lo è quando si accorpano le scuole, quando si riducono gli organici di docenti e personale ATA, quando si privano interi territori di un presidio educativo e culturale fondamentale. In quei casi, però, tutto viene raccontato come razionalizzazione, il cui significato è uno solo: taglio della spesa pubblica».
La segretaria della FLC CGIL Messina richiama quindi il tema delle scelte politiche sull’istruzione. «Lo stesso Governo che rivendica l’aumento dei finanziamenti alle scuole paritarie continua a ridurre il perimetro della scuola statale attraverso definanziamento, accorpamenti e riduzione delle autonomie. È una contraddizione che non può essere ignorata».
«Ricordiamo che l’articolo 33 della Costituzione riconosce il diritto di enti e privati a istituire scuole, prevedendo espressamente che ciò avvenga “senza oneri per lo Stato”. Da anni assistiamo invece a un incremento delle risorse pubbliche destinate alle scuole paritarie, mentre alla scuola statale vengono chiesti continui sacrifici. È una scelta politica che la flc cgil continua a contestare, perché le risorse pubbliche dovrebbero essere destinate prioritariamente a rafforzare la scuola statale e pubblica, che garantisce il diritto all’istruzione per tutte e tutti».
«Esprimiamo solidarietà alle lavoratrici, ai lavoratori e alle famiglie coinvolte in questa vicenda. Ma non possiamo accettare che il diritto allo studio venga evocato soltanto quando riguarda una scuola privata e dimenticato quando a essere colpita è la scuola pubblica. La vera emergenza è il progressivo impoverimento del sistema pubblico di istruzione, tra tagli, dimensionamento e riduzione degli organici».

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