Derby alle porte. Messina a Catania per sfatare il tabu’
Penna in mano: tutti pronti per scrivere l’ottantasettesima pagina di storia dell’eterno derby fra Catania e Messina, in programma domani al “Massimino”.
Una vigilia di ansia e trepidazione per quello che si prospetta essere uno degli scontri più delicati degli ultimi anni: da una parte, la formazione rossazzurra è posta davanti all’imperativo di vittoria; dall’altra i giallorossi, reduci dal successo della passata giornata contro il Monterosi Tuscia, hanno bisogno di punti per chiudere aritmeticamente il discorso “salvezza” e tentare di sognare ancora l’accesso ai Play-Off.
Una stagione complicata, finora, alle pendici dell’Etna.
La squadra (alla cui presidenza vi è l’imprenditore australiano Ross Pelligra) è ritornata nel professionismo dopo il fallimento di due anni fa, presentandosi ai nastri di partenza della stagione come una delle favorite per la promozione finale: una previsione frutto non solo dell’importanza e del calore della piazza, ma anche di un mercato (per la categoria) faraonico, che ha visto l’aggiunta al roster etneo di calciatori del calibro (fra i tanti) di Chiricò, Di Carmine e Nana Welbeck, oltre al centrocampista ex Juventus e Genoa Stefano Sturaro, arrivato a Gennaio, che vanta numerosi Scudetti vinti con i bianconeri oltre che svariate presenze nelle competizioni Europee e qualche apparizione in maglia Azzurra.
Una squadra pieni di elementi esperti, che però non sono riusciti nell’arco di tutta la stagione a trovare un’intesa tale che fungesse da rimedio alle numerose ostilità che si celano dietro una categoria come la Serie C (specialmente nel contesto del girone C, in cui la presenza di numerose “nobili decadute” certamente aumenta il livello generale, nonché porta una maggior competitività per le alte posizioni della graduatoria).
Il Catania si trova lì, nel limbo di una stagione contraddittoria che ha portato tanta delusione per l’andamento del campionato quante gioie per l’exploit nella Coppa Italia di categoria, in cui i siciliani hanno sbaragliato la concorrenza delle potenze degli altri gironi riuscendo a vincere il primo trofeo della propria ultra-centenaria storia. Con il successo nella competizione si aprono nuove vedute per gli etnei, che si sono assicurati la certezza di disputare i Play-Off a partire dai quarti di finale, a patto che venga scongiurato l’inferno dei Play-Out, concreto pericolo data la critica situazione di classifica: proprio per questo motivo la sfida di domani è ancora più sentita dal popolo di casa, la cui risposta ha fatto registrare uno storico “tutto esaurito” (saranno infatti venticinquemila le anime rossazzurre che tenteranno di spingere i propri beniamini verso la vittoria).
In casa giallorossa, invece, sembra essere ritornata la giusta tranquillità: con il ritorno ad una vittoria che mancava da più di un mese, i biancoscudati hanno effettuato un grande passo in avanti che non ha solo permesso agli uomini di mister Modica di ridurre la distanza dall’obiettivo prefissato ad inizio stagione, ma li ha anche avvicinati al circolo delle prime dieci classificate.
Il Messina si ritrova, infatti, nel paradosso per il quale una sconfitta potrebbe rigettare l’ambiente nella paura dettàta dall’incombere delle formazioni nelle retrovie, ma una vittoria potrebbe riaccendere la fiammella della speranza di ottenere un piazzamento utile ad accedere al primo turno degli spareggi per la promozione in Serie B: un risultato che, in riva allo Stretto, manca da più di vent’anni.
Certo, l’ambiente della giornata di domani risulterà totalmente ostile dato l’impedimento di partecipazione destinato ai supporters peloritani: importante sarà la capacità di reggere la forte pressione in un campo storicamente insidioso (la vittoria in campionato in quel di Catania manca da 70 anni) e di sfruttare i fisiologici spazi che potrebbero crearsi. Il Messina è obbligato a tentare di trovare la via della vittoria, conscio di poter gestire la partita e dettare i ritmi: i padroni di casa avranno bisogno di vincere a tutti i costi e, in tal senso, godono di un’inferiore spensieratezza rispetto alla compagine ospite. Importante sarà anche la concentrazione di tutti gli effettivi: non sono permessi cali di concentrazione.
Catania e Messina sono pronte a dare lustro ad una rivalità lunghissima che, come un filo rosso lungo novantasei chilometri, unisce e divide due città così vicine ma, mai come domani, così distanti.








