Dalla zona jonica l’acqua per i cantieri del Ponte sullo Stretto
Dalla zona jonica del messinese potrebbe arrivare l’acqua necessaria agli interventi per la realizzazione del Ponte. L’ipotesi è contenuta nella relazione con la quale la Società Stretto di Messina ha risposto ai rilievi mossi dal Ministero dell’Ambiente. Individuati tra pozzi che potrebbero fornire fino 160 litri al secondo. Gli impianti sorgerebbero alla Fiumara Agrò e nei torrenti Savoca e Pagliara. Come si legge nella dettagliata relazione, le acque verrebbero «convogliate, tramite apposite condotte, sull’adduttore principale dell’acquedotto Fiumefreddo», aumentando la portata della principale fonte d’approvvigionamento di Messina. Una soluzione che, secondo la società “Stretto”, metterebbe «a disposizione della città di un surplus di circa 150 litri al secondo. 25 andrebbero a confluire nel serbatoio Mangialupi per l’alimentazione del cantiere di Contesse tramite la rete idrica interna. La restante parte, destinata alla linea Montesanto 2 -Tremonti, da cui sarà possibile alimentare i cantieri siti nella parte Nord di Messina e nella località Torre Faro. Ma non è l’unica ipotesi al vaglio.
L’attenzione in queste ore si sposta pure sull’acquedotto Alcantara, gestito da Siciliacque Spa, nel caso di un surplus di portata su tale adduttore. La zona jonica del messinese potrebbe dunque dare un contributo importante alla realizzazione del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria. Quello dell’acqua è uno dei nodi da sciogliere soprattutto in periodo di crisi idrica sofferta non solo dalla città capoluogo ma anche da tanti comuni dell’area metropolitana.








