Corruzione, chiesto il processo per l’assessore Amata: al centro l’assunzione del nipote e un finanziamento da 30 mila euro
La Procura della Repubblica di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio, con l’ipotesi di corruzione, per l’assessore regionale al Turismo, Elvira Amata (Fratelli d’Italia), e per l’imprenditrice Marcella Cannariato, moglie del patron di Sicily By Car Tommaso Dragotto. La richiesta arriva al termine dell’inchiesta coordinata dai sostituti procuratori Andrea Fusco e Felice De Benedittis, che hanno ricondotto il fascicolo a due episodi ritenuti collegati all’interno di un unico contesto.
Al centro della vicenda c’è l’assunzione del nipote dell’assessore Amata presso la società A&C Broker Srl, di cui Cannariato era legale rappresentante, proprio mentre l’imprenditrice era interessata a ottenere un contributo regionale per una manifestazione da lei organizzata. Secondo la Procura, l’assessore avrebbe sostenuto l’iniziativa “Donne, economia e potere”, edizione 2023 della Fondazione Marisa Bellisario, in cambio di un lavoro per il giovane Tommaso Paolucci, figlio della sorella di Amata prematuramente scomparsa.
L’assessorato al Turismo aveva effettivamente concesso un finanziamento da 30 mila euro per l’evento. In cambio, sostengono i magistrati, Cannariato avrebbe assunto Paolucci da settembre 2023 a marzo 2024, garantendogli inoltre un alloggio presso il Leone Suite B&B di Palermo, per un totale di 4.590,90 euro coperti dalla stessa imprenditrice. Nelle carte dell’inchiesta figurano numerose intercettazioni che, secondo gli inquirenti, delineerebbero il rapporto tra le due indagate e gli scambi contestati.
Amata, sentita dai magistrati, ha confermato di essersi adoperata per aiutare il nipote, spiegando che il giovane stava attraversando un periodo drammatico dopo la perdita della madre. La sua posizione, però, resta al centro del procedimento penale: l’atto contestato è il decreto assessoriale n. 2598 del 25 ottobre 2023, con cui l’assessore aveva inserito la manifestazione Bellisario tra quelle beneficiarie del contributo pubblico.
La Procura ha intanto separato questo filone dagli altri che coinvolgono esponenti della Regione e dell’Ars, tra cui quello a carico del presidente dell’Assemblea regionale Gaetano Galvagno, indagato in un diverso procedimento. Per Amata e Cannariato l’udienza preliminare è fissata per il 13 gennaio davanti al Gup Walter Turturici.
Saranno ora i giudici a valutare se esistono gli elementi per aprire un processo. Nel frattempo, l’inchiesta riaccende i riflettori sui rapporti tra politica, fondi pubblici e iniziative private, un terreno che la magistratura palermitana continua a scandagliare con attenzione.








