12 Novembre 2025RedazioneCronaca e Giudiziaria

Corriere della droga scoperto grazie al fiuto di Haidy: cocaina nascosta nei passaruota con il dentifricio

Pensava di passare inosservato cospargendo i panetti di cocaina con del dentifricio verde e nascondendoli nei passaruota della Fiat 500 presa a noleggio. Ma il fiuto infallibile di Haidy, cane antidroga della Guardia di Finanza, ha mandato all’aria il piano di un corriere trentenne catanese, fermato agli imbarcaderi privati di Messina mentre rientrava dalla Calabria, probabilmente diretto a Catania per consegnare il carico.

Durante il controllo, Haidy ha segnalato qualcosa di sospetto nel passaruota sinistro dell’auto. Il veicolo è stato quindi condotto al Comando provinciale della Guardia di Finanza, dove gli investigatori hanno proceduto a un’accurata ispezione smontando parte della carrozzeria. All’interno, nascosti con estrema cura, sono stati rinvenuti sette panetti di cocaina purissima per un peso complessivo di 7,980 chilogrammi.

I pacchi erano confezionati con un livello di attenzione quasi “professionale”: sei di essi recavano stampato su uno strato di plastica nera il simbolo del bitcoin accompagnato da un triangolo e un codice QR; tutti erano ricoperti da una sostanza verde – dentifricio, appunto – per cercare di confondere l’olfatto dei cani antidroga. Il settimo panetto, invece, riportava un’etichetta con la scritta “Red Bull KTM” e l’incisione “KTM”.

Il corriere, identificato con le iniziali D.C., è stato arrestato in flagranza di reato per detenzione e trasporto di sostanze stupefacenti. Assistito dall’avvocata Ilaria Intelisano, si trova ora agli arresti domiciliari in seguito a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Arianna Raffa, su richiesta del pm Massimo Minniti.

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, l’uomo ha dichiarato di aver prelevato la droga a Soverato, in Calabria, e di doverla consegnare a Biancavilla, nel Catanese. Oltre al reato di droga, gli è stata contestata anche la guida senza patente, “per non averla mai conseguita”.

Questo ennesimo sequestro – il secondo di grande portata in poche settimane agli imbarcaderi di Messina – conferma il ruolo strategico della città come crocevia dei traffici di stupefacenti tra Calabria e Sicilia.

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