21 Maggio 2026RedazioneCronaca e Giudiziaria

Confisca da 182 mila euro a esponente dei clan barcellonesi

La Polizia di Stato ha eseguito nella mattinata odierna un decreto di sequestro e confisca di beni immobili per un valore complessivo stimato di circa 182 mila euro, emesso dal Tribunale di Messina – Sezione Misure di Prevenzione, su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica e del Questore.

Il provvedimento colpisce un soggetto ritenuto vicino alla consorteria mafiosa dei “clan dei barcellonesi” e rappresenta l’esito di un’attività investigativa coordinata tra la Direzione Distrettuale Antimafia di Messina e la Divisione Anticrimine della Questura.

Le indagini, supportate anche dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, hanno ricostruito il ruolo dell’uomo nell’ambito del sodalizio criminale, evidenziandone la precedente condanna definitiva per aver favorito la latitanza di un esponente di primo piano della criminalità organizzata di Barcellona Pozzo di Gotto. In particolare, secondo quanto emerso, avrebbe ospitato il latitante nella propria abitazione, dove nel 2013 fu poi arrestato dalla Polizia di Stato.

Gli accertamenti hanno inoltre attribuito al soggetto un ruolo attivo nella gestione del gioco d’azzardo e delle scommesse clandestine per conto del gruppo mafioso.

Il Tribunale di Messina, condividendo il quadro probatorio e l’impianto accusatorio della proposta di prevenzione antimafia, ha riconosciuto la pericolosità sociale qualificata del destinatario del provvedimento, ai sensi del decreto legislativo 159/2011, collocandone l’attività illecita tra la fine degli anni ’90 e il 2013.

Le successive indagini patrimoniali hanno consentito di ricondurre all’uomo l’acquisto di due appartamenti formalmente intestati alla figlia nel 2017. Secondo gli inquirenti, gli immobili sarebbero stati acquistati anche attraverso somme derivanti dalla vendita di un altro bene acquistato negli anni in cui risultava la sua pericolosità sociale, configurando così un reimpiego di proventi illeciti.

Per questi motivi è stato disposto il sequestro e la confisca dei beni, nell’ambito delle misure di prevenzione patrimoniali previste dalla normativa antimafia.

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