7 Dicembre 2024Francesco PellegrinoSport

Come neve al sole: il Messina si scioglie ed il Foggia cala il tris

Fischio finale al “Franco Scoglio”: il Messina perde (0-3) e cede l’intera posta in palio ad un Foggia che infila il quinto risultato utile consecutivo.

I giallorossi conducono un buon primo quarto di gara sul piano del gioco e delle occasioni, salvo poi crollare definitivamente alla mezz’ora per effetto della rete di Mazzocco che apre le danze in casa rossonera: i peloritani invece si sciolgono, ad effettiva riprova della conclamata fragilità mentale del roster.

Mister Luciano Zauri opta per il classico 4-3-3: Perina in porta; Parodi e Camigliano i difensori centrali, con Salines e Vezzoni sulle fasce; Tascone, Mazzocco e Gargiulo i centrocampisti; tridente d’attacco formato da Orlando, Murano e Millico. Risponde a specchio mister Giacomo Modica, che torna all’usuale 4-3-3 dopo il vincente cambio di modulo attuato a Torre del Greco: Krapikas in porta; Manetta e Marino i centrali, con Rizzo e Lia sulle fasce; a Petrucci e Frisenna viene affiancato Garofalo, che rileva un Pedicillo non in condizioni ottimali; tridente d’attacco formato da Petrungaro, Anatriello ed Ortisi, con quest’ultimo avanzato rispetto ai precedenti appuntamenti.

Al quarto d’ora si segnala il primo squillo della gara: rimessa battuta da Frisenna, sponda di Anatriello e destro a giro da posizione molto defilata di Petrungaro, palla larga. Due minuti dopo lo stesso Petrungaro approfitta di un’errore di Parodi, avanza e serve Frisenna che va sul mancino e tenta un diagonale che lambisce il palo. Un traversone di Ortisi mette in difficoltà Perina, mentre il piazzato di Petrungaro viene murato all’altezza del dischetto degli undici metri. I biancoscudati attaccano, ma al primo affondo il Foggia passa in vantaggio: ventiseiesimo minuto, Mazzocco avanza indisturbato per dieci metri e spara con il mancino; il pallone schizza sul terreno e beffa un imperfetto Krapikas per lo 0-1 ospite. Al trentesimo minuto lo stesso Mazzocco va vicino al raddoppio, ma questa volta l’intervento di Krapikas è efficiente e salva i suoi. Al trentaduesimo il Messina ha una doppia occasione, ma Perina è bravo a respingere prima sul diagonale di Petrungaro e, successivamente, sulla conclusione di controbalzo di Petrucci. L’ultimo flash del primo tempo è affidato al sinistro di Gargiulo, cui conclusione risulta fuori giri e si infrange contro i led pubblicitari.

Il primo squillo della ripresa porta il nome di uno scatenato Mazzocco, che riceve dal subentrato Emmausso ed apre il piattone: sfera che sorvola la traversa; è nuovamente il 4 pugliese a rendersi molto pericoloso qualche giro di lancette dopo, sfiorando il palo lontano con un preciso destro a giro. Il Foggia insiste: Orlando calcia alto, poi un monumentale Krapikas transenna la porta sul tiro al volo di Tascone. All’ora di gioco Anatriello, imbucato da Petrungaro, fallisce una ghiottissima occasione per il pareggio. Il Foggia resiste ed al sessantasettesimo trova la rete dello 0-2 ancora con Mazzocco, che finalizza l’azione sulla destra costruita dall’asse degli ex Zunno – Emmausso (innescata da un altro errore, questa volta in fase di impostazione, dell’estremo difensore lituano). I ritmi si abbassano ed i Satanelli provano ad approfittarne, andando a caccia del tris; mister Modica, dalla propria, inserisce contemporaneamente Luciani e Cominetti nel tentativo di raddrizzare la gara. La punizione effettata di Millico, al settantasettesimo minuto, sfiora il montante sinistro; Perina si distende e respinge la rasoiata di Luciani a cinque minuti dalla fine. Le ultime palle della partita capitano fra i piedi di Emmausso, che prima trova l’opposizione di Krapikas su contropiede condotto in solitaria e poi insacca lo 0-3 con un diagonale molto preciso, chiudendo di conseguenza il tabellino.

Un risultato pesante, ma che mette in evidenza la differenza di valori fra i due roster, costruiti ad inizio anno in due maniere diametralmente opposte ed accomunate esclusivamente (quanto meno fino ad oggi) da una situazione di classifica alquanto complessa.

Si aggrava ulteriormente il quadro clinico di un Messina che ormai viaggia esclusivamente sull’onda del silenzio e dell’incertezza, con ben pochi punti di riferimento e con tanti punti interrogativi.

Francesco Pellegrino
Francesco Pellegrino
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