Ciucci “normalizza” dopo gli sfoghi di Meloni e Salvini. “Risponderemo alla Corte dei Conti”
Il dibattito si concentra sui problemi relativi alle procedure adottare il recupero del vecchio progetto, ma a fare da sfondo rimangono anche i dubbi tecnici sulla campata unica sospesa più lunga al mondo
MESSINA. Il corteo nazionale contro la realizzazione del Ponte sullo Stretto era stato fissato per il 29 novembre diverse settimane fa. I contrari alla grande opera potranno adesso scendere in strada (raduno alle 14,00 in piazza Castronovo) con un argomento in più che non è certo marginale: la “bocciatura” (o più tecnicamente la non concessione del visto di legittimità alla delibera Cipess) del Ponte sullo Stretto. Per il comitato “Invece del Ponte”, anche se ancora le motivazioni della Corte non sono state pubblicate, la conferma che tutti i dubbi relativi a procedure e disponibilità di risorse economiche, hanno un fondamento.
Il Governo ha reagito in maniera piuttosto scomposta alle “bocciatura”. Come uno studente che se la prende con i professori e sostiene di aver studiato. Ma le “lacune”, non sarebbero poche e riguarderebbero le coperture economiche, le stime sul traffico, la conformità del progetto alle normative ambientali e alle regole europee sul superamento del 50% del costo iniziale. Non certo dettagli. Dopo gli sfoghi della presidente Giorgia Meloni e del Ministro Matteo Salvini, a riportare il dibattito su toni “normali” ci sta pensando l’amministratore delegato della società Stretto di Messina Pietro Ciucci. Anche in questo “momento difficile” rilascia interviste e dichiara che il ponte si farà e che a tutti i rilievi della Corte dei Conti saranno fornite opportune risposte. Questa mattina su rai tre, ad Agorà, ha ancora una volta parlato da “normalizzatore” facendo apparire la questione Corte dei Conti come il solito piccolo incidente di un percorso che non si ferma.
La “bocciatura” della Corte di Conti, per il momento, ha comunque distolto le attenzioni dal problema tecnico. Burocrazia, costi e procedure hanno mandato in secondo piano il dibattito sulla effettiva realizzazione del ponte sullo Stretto. La campata unica più lunga del mondo, tenuta da cavi, rimane una soluzione che divide gli ingegneri. Ancora una volta solo certezze, da questo punto di vista, da parte della società Stretto di Messina e da parte del Ministro Matteo Salvini. Questi ultimi, però, erano sicuri anche delle procedure adattare per recuperare il vecchio progetto.








