Cardiochirurgia pediatrica: CGIL e FP Messina denunciano lo ”scippo” basato su dati falsati. “Un piano preordinato”
Secondo i flussi ufficiali SDO in possesso del sindacato, nel 2024 la Cardiochirurgia del Papardo di Messina ha trattato 361 pazienti chirurgici, contro i 334 del Policlinico Rodolico di Catania.
La CGIL Messina, con la categoria Funzione pubblica, intervengono sulle decisioni dell’Assessorato Regionale alla Salute. Al centro delle contestazioni, in questi giorni, la gestione della Cardiochirurgia dell’A.O. Papardo e il paventato trasferimento della Cardiochirurgia Pediatrica da Taormina a Catania.
”Siamo di fronte a un’operazione di gattopardismo sanitario e alla cronaca di uno scippo annunciato”, dichiarano congiuntamente Pietro Patti (Segretario Generale CGIL Messina), Antonio Trino (Segretario con delega alla Sanità FP-CGIL Messina) e Guglielmo Catalioto (Coordinatore Provinciale Medici FP-CGIL).
Secondo i flussi ufficiali SDO in possesso del sindacato, nel 2024 la Cardiochirurgia del Papardo ha trattato 361 pazienti chirurgici, contro i 334 del Policlinico Rodolico di Catania.
Nonostante ciò, l’Assessorato avrebbe trasmesso al Ministero dati inverosimili: oltre 900 pazienti attribuiti a Catania e un ridimensionamento forzato per Messina.


”Abbiamo già denunciato che questi numeri gonfiati erano propedeutici a giustificare il trasferimento della Cardiochirurgia Pediatrica a Catania”, spiega Antonio Trino. ”Si è tentato – sottolinea – di sminuire l’eccellenza messinese ignorando deliberatamente i periodi di fermo tecnico per lavori e il blocco dell’attività di elezione tra luglio e settembre 2025. Nonostante questi ostacoli, Messina produce più di Catania”.
Il sindacato evidenzia, inoltre, che il 30% dei piccoli pazienti di Taormina proviene dalla Calabria. ”Spostare il polo a Catania significa desertificare la mobilità attiva”, avverte Guglielmo Catalioto, che aggiunge: ”Per un genitore calabrese, Catania non è più un approdo di prossimità. Questo allungamento dei tempi di trasporto oltre a creare seri rischi spinge l’utenza verso gli ospedali di altre regioni con un danno erariale enorme per la Sicilia”.
”Questo scippo è il risultato amaro di precise scelte politiche”, incalza il segretario generale della Cgil Messina Pietro Patti. “Messina viene svuotata delle sue eccellenze – osserva – e si va contro un diritto alla salute che era stato garantito prevedendo due centri proprio per evitare trasferimenti record verso Palermo”.
La CGIL ha già richiesto l’accesso agli atti (FOIA) e un’audizione urgente presso la VI Commissione Salute dell’ARS. ”Se i flussi informativi trasmessi al Ministero non verranno rettificati”, fanno presente gli esponenti di Cgil e Fp, ”porteremo il dossier in Procura e alla Corte dei Conti. Non permetteremo che la salute dei cittadini e delle cittadine e la dignità dei nostri professionisti siano merce di scambio per logiche di potere”.








