Bambino autistico sospeso, Associazioni: “Gesto senza malizia, procedure sbagliate”
L’alunno di 11 anni, con gravi disabilità mentali, ha toccato una compagna nelle parti intime ed è stato “punito”. Deciso intervento di “Bambini Speciali”, “Il Volo” e “Nati per la Vita” che avevano scritto al dirigente per richiedere altre procedure. “Il contatto non scaturisce da comportamento legato alla sfera sessuale…chi era presenta in classe tra le figure di riferimento quando si è verificato il fatto?”
MESSINA. “Dopo aver appreso dalla stampa diverse versioni che raccontano i fatti ed i relativi riscontri psicologici dei familiari e dei ragazzi interessati, troviamo giusto dare anche la nostra versione come Associazioni dei familiari che tutelano i disabili psichici e nello specifico l’Autismo”. Inizia così il comunicato firmato da Marco Bonanno, Claudio Cardile e Salvatore Potenzone, rappresentanti delle associazioni “Bambini Speciali”, “Il Volo” e “Nati per la Vita”. L’intervento e’ mirato a contestare il provvedimento disciplinare, adottato dal dirigente della scuola “Manzoni – Dina e Clarenza”, adottato nei confronti di un bambino autistico grave che ha toccato una compagna nelle parti intime. Il ragazzino è stato sospeso per 5 giorni con obbligo di frequenza, dopo un consiglio di istituto.
“Troviamo Giusto – dichiarano i rappresentanti delle associazioni – premettere e far conoscere qualche normativa riguardante la scuola e determinate azione da svolgere quando si trattano casi relativa a disabili con gravità severa, da art 3 comma 3.
1). Principio fondamentale: uno studente con disabilità NON può essere sospeso senza che siano state prima adottate tutte le misure educative previste dal PEI la Legge 107/2015 (Buona Scuola) impone alla scuola di garantire:
-inclusione scolastica – tutela degli alunni con disabilità – interventi individualizzati – rispetto del PEI e del GLHO, Una sospensione non può essere la prima risposta davanti a un comportamento riconducibile alla disabilità.
2) Il gesto della pacca sul sedere commesso da un disabile autistico grave, in base al grado di ritardo cognitivo risulta essere un comportamento non appartenente alla sfera sessuale, ma ad un gesto senza malizia potrebbe essere dato anche come un gesto affettuoso come generalmente si fa con i bimbi ed è comunque connesso alla diagnosi di autismo grave, gli studenti con determinate caratteristiche non fanno certi gesti con intenzionalità maliziosa.
In questi casi la scuola non può trattarlo come una normale condotta disciplinare, ma deve considerarlo un comportamento problema da gestire con strumenti educativi, non punitivi.
In questi casi la scuola, per buona prassi DEVE attivare:
1) GLHO urgente (Gruppo di lavoro Handicap Operativo) Per analizzare l’episodio e aggiornare il PEI.
2) Aggiornamento del PEI ed applicare nuove strategie educative, interventi di prevenzione dei comportamenti problema, maggiore supervisione, presenza di educatore/sostegno adeguato.
3) Funzione educativa, non punitiva, la sospensione, secondo le linee guida inclusive, è extrema ratio e quasi sempre inappropriata per gli studenti con disabilità intellettiva grave.
In questo comunicato pubblicheremo la documentazione in ordine cronologico (nell’articolo a seguire) dalla quale si evince che come associazioni abbiamo seguito la corretta prassi, facendo richiesta di posticipo dell’incontro e successiva riconvocazione, solo in presenza della neuropsichiatra infantile di competenza territoriale Asp di riferimento alla scuola Manzoni Dino e Clarenza, perché solo persone qualificate e competenti possono valutare le condizioni mediche e psichiche valutando ogni possibile soluzione per ristabilire l’equilibrio psichico emotivo per ripristinare la giusta armonia della classe per una e corretta Inclusività ed integrazione.
Una domanda sorge spontanea, chi era presente in classe come insegnante di sostegno e quale figura speciale affiancava il ragazzo nel momento in cui ha toccato la ragazza?
Considerando tutte le omissioni dei corretti comportamenti risulta urgente valutare una programmazione di corsi di formazione informazione sulle disabilità e autismo sia per il personale scolastico che per gli alunni.
Con una crescita esponenziale di alunni con autismo non si può non conoscere come interfacciarsi e trattare con i compagni di classe diversamente abili, una giusta informazione e conoscenza delle problematiche di questi ragazzi avrebbe tollerato un gesto simile ed al contempo con una giusta presa in carico orizzontale avrebbero modificato il comportamento del ragazzo.
Come Associazioni dobbiamo garantire non la nostra rappresentatività mediatica ma perseguire solo il benessere dei ragazzi autistici, per cui, chiediamo al Preside di revocare con effetto immediato la sospensione per il ragazzo, e la convocazione urgente del GLHO per appianare e modificare e tutelare la salute del proprio alunno.
Al contempo, chiediamo un incontro congiunto con il dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale di Messina Prof. Leon Zingales, con la responsabile delle disabilità la Prof.ssa Rosaria Corona e con il Dirigente scolastico Prof. Michele Bonardelli”.











