“Badiazza” ancora area di cantiere, ma non di lavoro. Fiaccolate e manifestazioni, ma tutto appare ancora fermo
La preziosa chiesa risalente al XII secolo appare di fatto abbandonata. I lavori di restauro e messa in sicurezza sono stati formalmente avviati nel 2022. Trascorsi più di quattro anni, la riapertura appare ancora un miraggio
MESSINA. “Nonostante la fiaccolata a far luce sui lavori di restauro, a Badiazza c’é sempre un cantiere farsa”. Lo scrive sui social lo psichiatra Matteo Allone, ex responsabile del centro diurno “Camelot”. La vicenda è ben nota, ma non accenna a sbloccarsi: Allone ha avuto in concessione il bene monumentale per alcuni anni ed al suo interno venivano organizzati eventi che coinvolgevano, con grande successo, anche i ragazzi con disabilità mentali. Tutto interrotto dalla necessità di avviare lavori di recupero della chiesa, chiavi restituite. Ma il restauro?

La Regione Sicilia aveva comunicato formalmente l’apertura del cantiere il 3 agosto 2022. “Sono stati avviati – testo pubblicato dal sito istituzionale – i lavori di restauro della Chiesa Santa Maria della Valle detta “Badiazza”. Il cantiere prevede il recupero, il consolidamento, la rifunzionalizzazione e la sistemazione esterna del complesso monumentale insieme all’allestimento del verde negli spazi esterni. L’importo dei lavori è di oltre 1,2 milioni di euro finanziati con fondi Fsc 2014-2020. Gli interventi sono stati appaltati dalla Soprintendenza per i Beni culturali di Messina che si occuperà anche della direzione dei lavori. La conclusione dei lavori è prevista per il mese di giugno 2024”. La realtà è che sta arrivando il 2026 ed i lavori procedono a rilento, quando procedono. Obiettivo riapertura spostato in avanti, al 2027. Ma non ci sono date certe.

La cittadinanza non ha atteso passivamente ed il malcontento per la gestione del cantiere è stato evidenziato più volte. Il 22 maggio 2025 diverse associazioni hanno organizzato una manifestazione pubblica per chiedere il completamento dei lavori e la restituzione del bene alla collettività. Per il momento la “Badiazza” rimane area di cantiere. Ma a quanto pare, non di lavoro.








