30 Luglio 2024Eduardo AbramoPrimopiano

Autismo, “Il Volo” e “Nati per la Vita” presentano progetto di legge per assistenza più qualificata

MESSINA. L’Associazione “Nati per La Vita” presieduta da Salvatore Potenzone e L’Associazione “Il Volo” presieduta da Claudio Cardile hanno preparato un progetto di legge che prevede di integrare il Programma Regionale Unitario Per l’Autismo per renderlo più funzionale ed adeguarlo nella parte che è assegnata ai centri in ex art 26 ed adeguarlo alle linee guida nazionali sull’Autismo.

La proposta ha trovato come proponente il parlamentare regionale Alessandro De Leo. “Insieme – scrivono i rappresentanti delle associazioni – abbiamo creato un percorso che in diversi mesi ha dato le soluzioni per la cura dei nostri figli, sia in termini di trasparenza sia in termini di facilitazione del percorso programmatico e terapeutico. La proposta apporta di fatto delle migliorie necessarie per integrare al meglio quanto già previsto per grandi linee nel Programma Regionale Unitario per l’Autismo, emanato dalla Regione Sicilia nel 2019.

Sono tre gli interventi previsti: il primo serve per evitare come spesso avviene, che tutti si propongano come terapisti ed esperti del settore per la cura dell’Autismo, talvolta senza i necessari titoli o master universitari validati, ma in possesso solo di certificazioni di corsi non abilitativi come è successo con il titolo di Tecnico del comportamento ottenuto con il corso RBT della durata di 40 ore.

Per tentare di arginare questo grave comportamento dell’offerta terapeutica, la proposta di legge prevede la creazione di una lista regionale aggiornabile costantemente, dove sono riportati in elenco tutti i professionisti già iscritti presso i loro albi professionali corredati con tutti i titoli conseguiti. L’albo sarà gestito direttamente dall’assessorato Regionale alla Sanità e sarà utile sia al settore pubblico che ai privati convenzionati per trovare le figure con competenze
certificate. L’elenco regionale e provinciale sarà consultabile dai privati cittadini per la ricerca del
professionista adatto alla cura del proprio caro.

Il secondo punto riguarda la supervisione dell’Asp che di fatto accompagna tutti i nostri figli dalla scoperta della patologia, nel percorso scolastico ed a vita. Diventa fondamentale, in tal senso, la figura di un Case Manager che coordini da esperto tutte le fasi, dalla certificazione per la valutazione della disabilità, a continuare nel percorso scolastico con i GLO, con i PEI ed anche a seguire. Per questo la proposta di legge prevede la figura del Case Manager, utile anche ad evitare possibili sovrapposizioni di terapie o interventi di tipo laboratoriale che possano danneggiare o invalidare il percorso terapeutico.
Il terzo punto rivede il superamento degli schemi rigidi ed ormai obsoleti delle terapie effettuate nei centri in ex art. 26, sui soggetti autistici: nello specifico la logopedia e la neuropsicomotricità. Queste tipologie di terapie servono solo ad una percentuale bassissima di soggetti autistici e tuttavia assorbono il massimo dei budget concessi.

Altro intervento di fondamentale importanza riguarda il coordinamento del piano terapeutico. Il Case manager della medicina territoriale coordinerà sia i percorsi terapeutici, fissando i metodi e gli obiettivi, inoltre stabilendo insieme ad un’equipe che comprende anche la famiglia, quando una terapia debba essere sospesa e cosa deve essere programmato per la continuità terapeutica, stabilendo anche se il centro in ex art. 26 possa dimettere o meno il paziente e valutando se siano stati raggiunti o meno gli obiettivi. La proposta di legge integra in termini ottimali il ruolo delle Asp e del Case Manager, con riferimento alle nuove normative nazionali: la legge 66/2017 e successive integrazioni, che ha anticipato di poco metodi e organismi previsti nel
decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62. L’iniziativa rappresenta così un importante passo in avanti per rafforzare l’intero percorso, dalle valutazioni della condizioni di disabilità al progetto di vita e i vari iter sanitari e socio-sanitari”

Eduardo Abramo
Eduardo Abramo
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