31 Luglio 2024Eduardo AbramoPrimopiano

Ato3 deve versare 36 milioni a Messinambiente per servizi mai pagati. La sentenza dopo 14 anni di battaglia legale sulla gestione dei rifiuti

Diciotto milioni di euro più interessi moratori, in tutto circa trentasei milioni. E’ l’esorbitante cifra che l’Ato 3, società in liquidazione a cui era stata affidata dal Comune di Messina la gestione integrata del ciclo dei rifiuti, deve versare alla curatela fallimentare di Messinambiente per il servizi resi tra il 2007 e il 2010.

La sentenza del giudice Ivana Acacia – giunta dopo una battaglia legale protrattasi per 14 anni – dispone che Ato3 paghi al fallimento della società che materialmente si occupava della raccolta della spazzatura, tutte quelle mensilità mai corrisposte. Cifre che forse avrebbero potuto anche salvare Messinambiente, oggi sostituita nei suoi compiti da Messina Servizi Bene Comune. Solo ipotesi, mentre rimane il fatto che la “partita” tra le sue società che rappresentano il passato poco brillante della gestione dei rifiuti nella città dello Stretto si è chiusa con la netta vittoria di Messinambiente, difesa dall’avvocato Daniele Passaro.

Sia Messinambiente che Ato3 erano state costituite con il Comune di Messina come socio di maggioranza. La prima, nata nel 1998 erogava i servizi di spazzamento, raccolta e smaltimento dei rifiuti in virtù di una convenzione con Palazzo Zanca siglata nel 1999; La seconda nasceva nel 2002 per assumere successivamente, nel 2004, il ruolo di fatto del comune di Messina nella convenzione già in atto con Messinambiente. In pratica l’Ato 3 avrebbe dovuto pagare per il servizi resi dalla società oggi fallita. Ma Messinambiente non è mai stata pagata da Ato nella misura dovuta.

Nel frattempo Messinambiente è fallita e Ato 3 è stata posta in liquidazione, la battagli legale è andata avanti. Il Comune socio di maggioranza di entrambe è stato, di fatto, coinvolto in una causa contro se stesso. L’Ato 3 ha anche provato a “scaricare” responsabilità e costi in caso di sconfitta giudiziaria, che poi si è verificata, su Palazzo Zanca. Ma il giudice ha disposto che i debiti sono di Ato 3 e dalla società vanno pagati. Se Ato 3 dovesse riuscire a pagare i 18 milioni più interessi – quantificati grazie ad una complessa consulenza tecnica – a beneficiarne a questo punto sarebbero i creditori della Messinambiente fallita (ovvero lavoratori, Agenzia delle Entrate, Inps,ecc.). Ma probabilmente la società d’ambito in liquidazione, dopo questa sentenza, sarà costretta a dichiarare il fallimento.

In tutta questa vicenda rimane un dubbio: il comune di Messina, socio di maggioranza, avrebbe dovuto ripianare i debiti di una società senza scopo di lucro ai tempi della sua attività? Il debito di Ato 3 è cresciuto in quei primi anni 2000 ed oggi è al centro di una sentenza che obbliga a un pagamento milionario.

Eduardo Abramo
Eduardo Abramo
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