Archivio di Stato trasferito, Musolino scrive al Ministro Giuli: “Si lavora per collocazione all’Istituto Don Bosco?”
Il “brusco” trasferimento dell’Archivio di Stato da Messina a Catania non è questione destinata ad andare in archivio. Mentre il comitato, nato con il preciso compito di difendere il patrimonio culturale e storico della città dello Stretto, continua a vigilare sulla promessa di restituire una sede sicura al “tesoro cartaceo” nella sua sede naturale, la senatrice Dafne Musolino apre un nuovo fronte politico ed presenta un interrogazione al Ministro della Cultura Alessandro Giuli.
La Senatrice di Italia Viva ha informato il ministro rispetto all’iter “distratto” che ha portato alla scadenza del contratto d’affitto per l’immobile di Via Avellino. A seguire ha chiesto di sapere:
a che punto siano le trattative per l’acquisto o l’affitto dell’istituto Don Bosco, o di altra sede ritenuta idonea ad accogliere l’archivio di Stato di Messina;
per quale motivo, nonostante la disdetta del contratto comunicata nel 2020 e la scadenza del 1° gennaio 2022, non sia stata avviata fin dal 2022 un’effettiva pianificazione per reperire una sede alternativa, evitando così l’attuale situazione di emergenza;
se esista già un contratto di acquisto o di locazione e, in tal caso, quali siano i tempi stimati per gli eventuali lavori di adeguamento necessari a rendere i locali conformi ai requisiti archivistici; se il Ministero della cultura abbia preso in considerazione sedi diverse dall’istituto Don Bosco, in particolare gli immobili dell’ex Poste-Ferrovie di via Torino, dell’ex ospedale Margherita, o altre strutture pubbliche disponibili sul
territorio.
Da rappresentante dell’opposizione, anche a Messina, la senatrice Musolino non ha mancato di sottolineare la presunta inerzia dell’amministrazione del sindaco Federico Basile. Adesso si attende anche la risposta del Ministro rispetto ad un inter che dovrebbe essere sulla sua scrivania.








