20 Marzo 2026Eduardo AbramoAttualità e Politica

Alberi abbattuti in autostrada, Wwf, Lipu e Legambiente: “Tagli generalizzati, su quali perizie?”

Le associazioni ambientaliste si schierano con il comitato “Non sono indifferente” che, nei giorni scorsi, aveva sollevato il caso degli alberi tagliati su disposizione del Consorzio Autostrade Siciliane. “Tutti a rischio schianto? “

“A seguito di diverse e ripetute segnalazioni pervenuteci da vari cittadini, apprendiamo che la Società CAS, Consorzio Autostrade Siciliane, sta procedendo con Il taglio di numerosi alberi lungo le
autostrade gestite dalla stessa, in particolare nei tratti della Sicilia nord-orientale. Alcuni cittadini, si sono costituiti in un comitato denominato Non sono indifferente e denunciano, in una lettera aperta, la rimozione di pini secolari lungo l’autostrada A20 e tangenziale di Messina”. Ad accogliere in grido di allarme dei cittadini che hanno segnalato presunte irregolarità nelle procedure sono le associazioni ambientaliste. Wwf, Lipu e Legambiente condividono le forti perplessità dei cittadini in merito alla “strage” di alberi che il Consorzio Autostrade Siciliane sta attuando con la motivazione di scongurare i rischi di schianti e pericoli per gli autobobilisti. Gli abbattimenti sarebbero stati disposti con il decreto dirigenziale n. 440 del 30 agosto 2024 del Cas, finanziato con 3.065.199,12 euro.

Gli ambientalisti a fianco del Comitato

Il delegato Wwf Italia per la Regione Sicilia Pietro Ciulla, il delegato regionale della Lipu Sicilia Nino Provenza e il presidente dei Legambiente Sicilia Tommaso Castronovo condividono i dubbi espressi dal comiato “Non siamo indifferenti” .

“Dichiariamo anche noi il nostro dissenso e – riferiscono i rappresentanti delle associazioni ambientaliste – a tal proposito, vogliamo citare una sentenza del Tribunale civile di Torino del 30 maggio 2024 che rappresenta un punto di svolta nel rapporto tra
amministrazioni pubbliche e verde urbano e che è destinata a fare giurisprudenza. In essa si dichiara che gli alberi urbani non sono arredo, non sono variabili sacrificabili, non sono un dettaglio tecnico, sono infrastrutture ambientali essenziali direttamente connesse al diritto alla salute.
Oltre al valore ambientalista e salutista, un albero e soprattutto una filiera di alberi adulti, costituiscono un “paesaggio” nel territorio nel quale insistono che crea affezione e identità non
trascurabili.
In virtù di questo concetto, l’abbattimento di alberi deve essere fatto con estrema oculatezza e solo quando è strettamente necessario a causa di imminenti (e non potenziali) situazioni di pericolo e quindi a seguito di analisi puntuali che certifichino ciò.
Ci risulta anche che sono stati rimossi alberi su pendii dove essi svolgevano l’importante attenuazione della pioggia, rallentando e/o impedendo il dilavamento, con conseguente incremento del rischio idrogeologico.


Al fine della tutela del patrimonio vegetale di estremo pregio anche paesaggistico, si ritiene che per gli alberi superstiti si debba proseguire non con taglio generalizzato ma con un attento monitoraggio, una periodica manutenzione e un accompagnamento al loro naturale fine vita nel modo meno
impattante possibile. Il tutto supportato da puntuali sostituzioni coerenti con le normative vigenti e da adeguati programmi di compensazione.
Il taglio di un albero è e resta un evento pesante per l’ambiente e anche per il paesaggio identitario, è sempre l’eliminazione di una forma di vita e non la semplice eliminazione di un oggetto.
Si rammenta inoltre che vanno tenute in debita considerazione le aree protette entro cui ricadono tratti autostradali, e nello specifico per Messina, la ZPS ITA 030042 che prevede nelle misure di conservazione il mantenimento degli habitat di specie per il 100% della superficie individuata di cui ai DDG 14/24 e 59/24.
Si è inoltre in pieno periodo di riproduzione di avifauna e il taglio della vegetazione arborea comporta la distruzione di nidi. Si rammenta infatti che la LN 157/92 art.3 e 21, comma 1,lett. O) vieta di distruggere o danneggiare deliberatamente i nidi e le uova, mentre l’articolo 635 del codice penale punisce il danneggiamento di beni altrui, compresa la fauna selvatica, considerata patrimonio indisponibile dello Stato. L’uccisione intenzionale di animali è punita dall’articolo 544 bis del codice
penale, che si applica anche nel caso in cui la distruzione del nido comporti la morte di uno o più animali. Infine, l‘articolo 544 ter del codice penale sanziona il maltrattamento di animali, che si
verifica se la rimozione o la distruzione dei nidi causa sofferenza agli animali.
La norma discende da Convenzioni internazionali e Direttive europee ed in particolare dalla Convenzione di Berna e la Direttiva Europea 2009/147/CE 79/409. La prima riguarda la conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale in Europa, è stata recepita in Italia con la legge 503/81. L’articolo 6 della convenzione vieta il prelievo, il danneggiamento e la distruzione dei nidi e degli esemplari protetti, mentre la Direttiva Europea 2009/147/CE 79/409, all’articolo 5 lettera b), vieta espressamente la distruzione o il danneggiamento dei nidi.
Pertanto – concludono i rappresentanti delle associazioni ambientaliste – si chiede di interrompere immediatamente ogni attività di rimozione della vegetazione arborea, che solo in presenza di prove di stabilità e relativo esito, di verifica preliminare di eventuali nidificazioni in atto, potranno eventualmente essere effettuate”.

Eduardo Abramo
Eduardo Abramo
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