21 Febbraio 2025Francesco PellegrinoSport

ACR Messina, prosegue la crisi societaria: scende in campo la politica

Attese, silenzi, immobilismo: ci avvaliamo di questo climax ascendente per descrivere alla perfezione le paradossali ultime ore in casa ACR Messina.

Hanno dell’incredibile i recenti svolgimenti che si stanno consumando in riva allo Stretto, laddove si è nel pieno di una crisi societaria innescata dal mancato adempimento della parte contributiva (pari a circa 130.000€) da destinare alle casse della Lega Pro entro la mezzanotte fra lunedì 17 e martedì 18 febbraio: un autentico ceffone, dal fortissimo sapore di tradimento nei confronti di un ambiente nuovamente galvanizzato (in termini di entusiasmo) nelle ultime settimane e, ora più che mai, ritrovatosi in balia della più totale incertezza.

Circostanza molto grave, quella sopraccitata, e che necessita ancora le dovute, esaustive spiegazioni; chiarimenti che sarebbero dovuti arrivare nel contesto di una conferenza stampa convocata per le ore 12:00 di ieri (giovedì 20 febbraio) dal presidente Stefano Alaimo, successivamente rinviata a causa di un attacco febbrile occorso allo stesso.

Giorni concitati, contrassegnati dall’inevitabile perdita della credibilità nutrita dall’opinione pubblica nei confronti della fiduciaria lussemburghese – americana, e che hanno riportato in auge il tema di un futuro quanto mai nebuloso e privo di fiorenti prospettive: a far da eco alla negatività circa la solidità (ormai alquanto carente) di AAD Invest Group sono le prese di posizione del collaboratore Brahim Thiam (defilatosi definitivamente dal progetto) e del consulente Francesco La Fauci, oltre al nuovo flop registratosi sempre nel corso della giornata di ieri, in cui non sono stati onorati i contenuti presenti nell’atto ufficiale sottoscritto in data 2 gennaio presso lo studio legale dei notai Silverio Magno e Mariagrazia Minutoli: non è difatti avvenuto il versamento della prima tranche (dal valore di 1.250.000€) propedeutico all’acquisizione del pacchetto di maggioranza composto dall’80% delle quote del club.

Un mancato pagamento che, conseguentemente, rimette in evidenza la figura di Pietro Sciotto, parte cedente che da oggi potrà esercitare una clausola di reclamo che lo porrebbe nuovamente (seppur solo formalmente) al timone del collettivo biancoscudato: un’ipotesi certamente più che plausibile e che permetterebbe, inoltre, di riparare una situazione dalla quale quest’ultimo non è di sicuro esente da colpe. Già, poiché il clamoroso errore che consiste nell’aver affidato le chiavi della società ad una realtà dimostratasi sin qui inconsistente e non in grado di garantire la giusta stabilità al club (più volte definito, proprio da Sciotto, una personale “creatura”, da mettere nelle mani solo di chi “migliore”) rappresenta un enorme scivolone che porta il nome ed il cognome proprio dell’imprenditore di Gualtieri Sicaminò. Da valutare ciò che accadrà prossimamente, con numerosi scenari possibili: dal nuovo impegno (sebbene solo temporaneo, limitato alla stagione corrente) dello stesso Pietro Sciotto alle eventuali interlocuzioni con nuovi soggetti intenti a rilevare le azioni dell’ACR (opzione da inserire in un’ottica ad ampio raggio).

L’obiettivo a breve termine resta, senza ombra di dubbio, quello di “salvare il salvabile”. Sì, perché la stagione non può di certo attendere la risoluzione di un disfacimento in parte inaspettato, data la buona impressione che AAD Invest Group era riuscita a costruirsi con i fatti dopo lo scetticismo delle prime settimane: lunedì al “Franco Scoglio” arriverà difatti un Trapani che rappresenta un nuovo ostacolo nella rincorsa verso la permanenza in categoria di un Messina che dovrà altresì recuperare il deficit costituito da una naturale penalizzazione (con entità variabile dai due ai sei punti) che i siciliani scontreranno nel tremendo rush finale del campionato corrente. Quadro clinico abbastanza complesso (seppur non irrecuperabile, dato quanto di buono dimostrato negli ultimi appuntamenti disputati), e che potrebbe essere ulteriormente complicato da un’eventuale conferma delle insistenti voci riguardanti il futuro di Turris e Taranto, compagini apparentemente vicine ad un’esclusione che priverebbe i giallorossi di altri nove punti in classifica.

Incertezza e preoccupazione: questo il triste leitmotiv delle ultime ore in terra peloritana. Un clima molto pesante, che ha portato alla tanto attesa discesa in campo dell’Amministrazione comunale, intervenuta in mattinata sul tema nel contesto di un incontro con i giornalisti tenutosi presso Palazzo Zanca: presenti il sindaco Federico Basile, l’assessore allo sport Massimo Finocchiaro, il direttore generale del Comune Salvo Puccio, il direttore sportivo Domenico Roma (cui attaccamento alla causa risulta meritevole di un encomio estendibile anche al coeso gruppo squadra) ed una rappresentanza del Consiglio. Lanciato un appello pubblico al fine di evitare il fallimento sportivo del progetto, con riferimento ad una raccolta fondi avviata per il sostegno economico del team: necessaria una cifra intorno ai 134.000€ entro martedì, in modo da saldare i contributi (risultanti ancora inadempiuti) spettanti alla Lega e ridurre il rischio di una punizione particolarmente severa. Chiamate dunque a raccolta le forze della cittadinanza e dell’imprenditoria locale, sulla falsariga di un azionariato popolare che dovrà correre ai ripari dell’ingente danno causato dall’attuale gestione.

Un racconto tragicomico? No, nient’altro che la cronaca della patetica realtà dei fatti.

Francesco Pellegrino
Francesco Pellegrino
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