ACR Messina, parlino i fatti: oggi la scadenza della rata del Decreto salva-calcio. La politica resti vigile
Prosegue, senza sosta, la situazione di inquietante stallo in casa ACR Messina.
Nebbia.
Sono passate quasi due settimane dall’inizio della clamorosa crisi societaria innescata dal mancato adempimento della parte contributiva (pari a circa 130.000€) da versare nelle casse della Lega Pro entro la mezzanotte fra lunedì 17 e martedì 18 febbraio: circostanza alquanto grave, ulteriormente alimentata dalla non avvenuta copertura entro la data limite del 20 febbraio della prima tranche (dal valore di 1.250.000€, come testualmente riportato nell’atto ufficiale siglato in data 2 gennaio presso lo studio legale dei notai Silverio Magno e Mariagrazia Minutoli) destinata all’ex patron del collettivo, Pietro Sciotto, per l’acquisizione dell’80% delle quote del club ad opera di AAD Invest Group, fiduciaria di matrice lussemburghese – americana formalmente posseditrice (da un mese e mezzo a questa parte) del pacchetto di maggioranza dello stesso.
Una situazione di preoccupante immobilismo che, inevitabilmente, ha mutato in maniera assai significativa quella condizione di apparente tranquillità e di rinnovato entusiasmo che aveva preso il posto della forte negatività e “depressione sportiva” generata da una prima parte di stagione definibile (senza troppi giri di parole) “disastrosa” sotto i molteplici punti di vista ben noti a tutti. Un autentico ceffone, dal fortissimo sapore di tradimento nei confronti di un ambiente quanto mai disilluso e sfiduciato dalla carenza di tempestive comunicazioni da parte dei diretti interessati e, soprattutto, dalla mancanza di fiorenti prospettive nei riguardi di un futuro alquanto incerto e nebuloso, all’interno del quale ha iniziato a prendere corpo la spettrale supposizione dell’ennesimo fallimento giuridico (il terzo negli ultimi 18 anni), oltre che sportivo: una visione (neanche a dirlo) da scongiurare in tutti i modi possibili, ma che non è altro che la cartina al tornasole della grande incertezza e preoccupazione nutrita, allo stato attuale delle cose, dalla spaventata piazza siciliana, che resta in attesa di ulteriori notizie riguardo la quantità di deferimenti (e derivante entità delle penalizzazioni da scontare a campionato in corso) in arrivo.
Il mancato pagamento della rata finalizzata all’acquisto delle azioni dell’ACR Messina, materializzatosi esattamente sette giorni fa, rimette in evidenza la figura di Pietro Sciotto, parte cedente che dallo scorso 21 febbraio può avvalersi della possibilità di esercitare la clausola di reclamo presente nel contratto sottoscritto 49 giorni fa, e che lo porrebbe nuovamente (seppur solo dal punto di vista puramente normativo) al timone della Biancoscudata: un’ipotesi certamente plausibile (seppur attualmente piuttosto remota, secondo quanto filtra dalle parti di Giammoro) e che permetterebbe, inoltre, di correre ai ripari in relazione ad una situazione dalla quale quest’ultimo non è di sicuro esente da colpe. Già, poiché il clamoroso errore che consiste nell’aver affidato le chiavi della società ad una realtà dimostratasi sin qui inconsistente e non in grado di garantire la giusta stabilità al club (più volte definito, proprio da Sciotto, una personale “creatura”, da mettere nelle mani solo di chi “migliore”) rappresenta un enorme scivolone che porta il nome ed il cognome proprio dell’imprenditore di Gualtieri Sicaminò.
Da valutare ciò che accadrà prossimamente, con numerosi scenari possibili: su tutti, quello relativo alle eventuali interlocuzioni con nuovi soggetti intenti a rilevare le quote societarie (opzione potenzialmente inseribile in un’ottica ad ampio raggio, con impegno non limitato alla semplice conclusione della stagione corrente). Profili che sarebbero già stati individuati grazie al contributo di un’Amministrazione comunale finalmente scesa in campo (e cui compito non può e non deve certamente ridursi a quanto fatto nell’ultima settimana, teniamo a specificare), ma che pongono come unica condizione utile all’avviamento dei contatti proprio l’attivazione della procedura di risoluzione dell’accordo precedentemente stipulato.
Un martedì di incontri ed interventi:
Via Ghibellina, 143. Ore 12:30. Coordinate spazio-temporali di un importante meeting tenutosi alla presenza del notaio Silverio Magno, del sindaco Federico Basile, dell’assessore allo sport Massimo Finocchiaro e del presidente Stefano Alaimo. Nessun rappresentante della famiglia Sciotto, con quest’ultimo “assente giustificato” (come testualmente riportato dal primo cittadino).
Tema centrale dell’incontro la delicata situazione del club, in relazione all’imminente futuro: “Ho chiesto ad Alaimo di comprendere lo stato dell’arte sulla situazione societaria rispetto anche al mancato pagamento dei contributi – ha rivelato il Sindaco ai giornalisti appostati al di fuori dell’ufficio – e mi ha spiegato che tecnicamente la società ha avuto un problema legato alla situazione del fondo (Licorne Gulf, ndr). In qualsiasi caso, AAD Invest Group ha intenzione di portare avanti il suo progetto: in settimana dovrebbero sbloccare le somme che servono a continuare l’investimento. AAD andrà avanti o, in alternativa, Pietro Sciotto dovrà attivare la clausola risolutiva espressa per riprendersi la squadra”.
È tornato a parlare nell’occasione, dopo giorni di silenzio (dovuti all’attacco febbrile che venerdì scorso ha causato il rinvio della conferenza stampa ancora, colpevolmente, non riprogrammata), proprio Stefano Alaimo, nel tentativo di esporre le problematiche affrontate negli ultimi giorni: “Venerdì sera (21 febbraio, ndr) è stata sbloccata la concessione del prestito da 75 milioni di euro, di cui si era parlato a Palazzo Zanca a fine gennaio. Affinché l’istituto di garanzia possa effettivamente accreditarli sul conto della fiduciaria sono necessari alcuni passaggi e alcune pratiche. Non sono stati saldati soltanto i contributi, tutto il resto sì: ad oggi non c’è nessuno che può dire che AAD debba qualcosa. Noi ci siamo ora e ci saremo anche domani”.
Parole che non riescono a rassicurare un ambiente bisognoso solo ed esclusivamente di atti concreti: non più promesse, ma certezze. A partire già da quest’oggi.
La prossima mossa:
Sì, “a partire già da quest’oggi”. Poiché entro la mezzanotte fra venerdì 28 febbraio e sabato 1° marzo è previsto il saldo della prestabilita rata mensile relativa al Decreto legge 24 dicembre 2002 n. 282, conosciuto semplicemente come Decreto salva-calcio o Decreto spalmadebiti (per le agevolazioni fiscali alle società calcistiche in esso contenute). Un’ordinanza emanata agli albori del nuovo millennio e che dona alle società che nutrono debiti fiscali nei confronti dell’Erario la possibilità di frazionare l’importo dovuto in quote mensili in modo da non gravare esageratamente sulle casse dei club, favorendo altresì il sostegno dei vari costi gestionali. Il mancato adempimento della quota comporterebbe l’interruzione del meccanismo di rateizzazione, con conseguente obbligo a carico della società di provvedere a strettissimo giro di posta alla copertura dell’importo complessivo (con pene molto pesanti in caso di nuove inosservanze).
Un nuovo impegno economico (sicuramente meno dispendioso rispetto ai precedenti) che coincide con una tappa davvero importante, che certamente non servirà a garantire la stabilità economica del club (né tanto meno a cancellare dalla memoria collettiva i recenti avvenimenti) ma che costituirebbe un tanto atteso primo passo in termini realistici, e non più idealistici.
Un autentico ultimo appello circa la credibilità, ormai ridotta all’osso, di AAD Invest Group.
(Foto: Facebook – “Federico Basile Sindaco di Messina”)








