ACR Messina, la strada non porta a Roma: il direttore sportivo ripartirà da Foggia. E gli imprenditori Mannino e Minore sono in città…
Si risveglia la Messina calcistica: un pomeriggio di ore calde e telefoni bollenti, in cui è di fatto esploso il primo tam-tam di un’estate dal futuro ancora incerto.
Al termine di una profonda e lunga riflessione condotta dai vertici societari è stata annunciata, tramite una nota ufficiale rilasciata sui profili social del club, l’interruzione del rapporto professionale con il direttore sportivo Domenico Roma. Il dirigente policorese non figurerà, dunque, nell’organigramma societario della prossima stagione, concludendo di fatto la propria seconda avventura in biancoscudato. Contestualmente all’annuncio della formazione peloritana, che ha affettuosamente augurato “le migliori fortune professionali” al direttore, è giunta anche la conferma delle insistenti voci degli ultimi giorni: Roma ripartirà dalla Puglia, firmando un contratto che lo legherà al nuovo corso del Foggia di mister Massimo Brambilla fino al 30 giugno del 2025.
Secondo vari “rumors”, inoltre, in giornata odierna il presidente Pietro Sciotto avrebbe dovuto incontrare l’imprenditore Fabrizio Mannino (avvistato in città) per intavolare le prime trattative in merito alla cessione delle quote dell’A.C.R. Messina: un ritorno di fiamma che ha còlto tutti di sorpresa, ma prontamente smentito dall’ufficio stampa del club siciliano che ha, inoltre, reso noto l’interesse da parte di altri imprenditori concernente all’acquisizione del marchio.
Sulla lista dei potenziali candidati sembra esserci il nome di Ettore Minore, imprenditore anch’egli siciliano (nativo di Palermo, proprio come Mannino) attivo sul territorio cinese e che poco più di un anno fa ha concretamente trattato l’acquisto del Trapani Calcio. Al suo fianco sarebbe posta la figura, attualmente nelle vesti di mediatore, di Claudio Anellucci, procuratore sportivo ed agente FIFA: per lui pronto un ruolo nell’eventuale gestione “Minore” in qualità di direttore generale, mansione che ha svolto nella sua ultima, breve esperienza alla corte del Trapani di Antonini.
Una “corsa a due” che partirà solo compatibilmente alla volontà dell’attuale patron Pietro Sciotto: se l’intenzione dell’imprenditore di Gualtieri Sicaminò dovesse essere quella di cedere il titolo sportivo, scatterà l’asta al miglior offerente. Nell’attesa di comprendere i propositi del presidente, Mannino e Minore alloggiano presso il medesimo hotel e smentiscono i contatti in corso, probabilmente secondo il disegno di un altro patto di riservatezza sancito al fine di non creare ulteriori “destabilizzazioni” all’interno dell’ambiente.
L’orologio comincia a ticchettare con un rumore sempre più forte: rispetto ad una settimana fa, il futuro del Messina sembra essere un po’ più torbido.
(Foto: ACR Messina)








