6 Febbraio 2025Francesco PellegrinoSport

ACR Messina, la conferenza di Domenico Roma: “Presi uomini validi, reputazione in hype. Tutti uniti verso la salvezza”

Si è conclusa poc’anzi, presso la sala “Mino Licordari” dello stadio “Franco Scoglio”, la conferenza stampa del direttore sportivo Domenico Roma (alla presenza del presidente del collettivo peloritano, Stefano Alaimo).

Tema centrale dell’incontro con i giornalisti (che ha fatto seguito alla presentazione degli ultimi tre innesti quali Gabriel Meli, Jacopo Gelli e Kevin Haveri) è stato il riepilogo delle operazioni di mercato ratificate nel contesto della campagna di rafforzamento chiusasi tre giorni or sono, con riferimento ai prossimi appuntamenti in programma. Breve appendice del presidente Stefano Alaimo su ciò che concerne la vicenda relativa al settore giovanile, una delle basi su cui fondare una linea di progettualità stabile e duratura.

Introduzione del direttore sportivo Domenico Roma: “Inizio con il ringraziare tutti coloro che hanno collaborato con me in queste ultime settimane: da Doudou Cissè a Francesco Ramondino, passando per Stefano Alaimo ed il segretario Alessandro Failla. Prima di iniziare, tengo a precisare che abbiamo operato con la vecchia fideiussione, in assenza di tempo per la sostituzione di essa. Ringraziamo tutti i giocatori che hanno fatto parte del Messina (e che hanno deciso di andare via poiché non avevano più lungimiranza nel progetto), ma adesso dobbiamo ripartire. Lo faremo con ben 15 ingressi: Meli (il portiere che era a Taranto, che sarà messo in competizione con Krapikas), Dumbrăvanu (in prestito dalla SPAL, con opzione d’acquisto per la prossima stagione), Gelli (con cui abbiamo delle discussioni in corso con il suo agente per il prolungamento contrattuale), Gyamfi (che ha avuto poco spazio a Cosenza ma che è un giocatore importante per la categoria), Ingrosso e Morichelli (in prestito, rispettivamente, dal Cerignola e dal Perugia), Büchel e Crimi (accordo biennale e che hanno giocato varie partite), Costantino, Chiarella, Dell’Aquila, Vicario, Tordini, Haveri (tutti in prestito) e De Sena (contratto fino al 2026). Detto questo, si deve anche segnalare il rinnovo fino al 2027 di Damiano Lia. Stiamo già iniziando a lavorare in prospettiva futura.

Il giorno in cui siamo arrivati Francesco (La Fauci, ndr) ed io ci siamo guardati in faccia: c’erano 13 giocatori in rosa, alcuni dei quali volevano andare via. C’era un ambiente fortemente depresso, si arrivava nell’incertezza. Abbiamo cominciato a ragionare su quali fossero le operazioni da fare, e abbiamo concordato sul fatto che avessimo bisogno di uomini validi, prima ancora che di calciatori validi: in quest’ottica vanno inserite le operazioni che hanno portato qui i vari Büchel, Crimi, De Sena e Dumbrăvanu stesso, che è voluto tornare a tutti i costi. Tutti calciatori che sapevano di arrivare in un momento di difficoltà: è questa la nostra forza. Uno di questi ragazzi mi ha mandato un messaggio chiedendomi come stessi e dicendomi che dovessi essere felice di aver costruito un gruppo folle: questa è una delle più grandi soddisfazioni che ci possano essere. Abbiamo creato tutto in 18 giorni, e c’è da considerare che tre di questi li abbiamo persi per il problema riguardante l’allenatore.

Per ora c’è un gruppo voglioso ed affiatato: quando arrivi al campo li vedi felici, col sorriso. Sanno che devono lottare per qualcosa di importante, per tutta la gente che ci ha accolto e che crede nel nostro obiettivo. Abbiamo cercato di consegnare al mister una rosa che potesse avere più soluzioni in corsa, un impianto più duttile e ‘camaleontico‘: c’è una vasta gamma di moduli utilizzabili.

Devo anche fare un elogio a Curtosi che, nonostante sia fuori squadra, si sta allenando in una maniera fantastica: anche questo è sintomo di quello che è l’attuale momento del Messina. Ahimè, altri due fuori lista sono Ndir e Mamona, per i quali stiamo cercando una soluzione sui mercati esteri aperti, sperando di accontentare i ragazzi: nessuno è escluso, sono tutti all’interno della rosa”.

Come hai detto precedentemente, l’aspetto umano è stato il fattore prioritario. Un po’ tutti gli elementi che avete preso sono collegati da questo filo conduttore, conferma? “Assolutamente sì, il filo conduttore è proprio il lato umano; poi viene il calciatore. Crimi simboleggia il ‘Sacro Graal’ di questa situazione: è lui l’autentico trascinatore del gruppo. Non vanno dimenticati profili come Petrucci, capitano, e Garofalo che, a fronte di un’offerta importante ricevuta l’ultimo giorno di mercato (sia sul fronte personale sia su quello del guadagno del club), ha deciso di proseguire con noi. Sappiamo di dover lottare: la cosa più importante è l’atteggiamento con cui si approcciano le gare. La squadra non è fatta solo dai calciatori, ma anche da tutto ciò che fa da cornice: dai magazzinieri al presidente, passando per i giornalisti ed i tifosi. Siamo tutti parte della stessa famiglia, e dobbiamo combattere per ottenere l’obiettivo prefissato, per poi ripartire con una programmazione diversa nella prossima stagione. Al momento, bisogna guardare passo dopo passo: l’equilibrio, in questo momento, sarà la chiave fondamentale.

Pensi che la reputazione del Messina sia cambiata rispetto a due settimane fa? “Torna in auge questa parola chiave, che è ‘reputation’. La ‘reputation’ è quella che ci si crea con i fatti: al momento siamo in una fase di hype, e questo lo dobbiamo al presidente Alaimo. Il confronto, anche se è duro, vale la pena se porta ad un obiettivo. Il Messina è il bimbo di tutti, che adesso dobbiamo cullare e far crescere come è giusto che sia”.

Com’è stato questo mercato, considerando le varie complessità affrontate? “Partendo dai calciatori che avevano più richieste e che avevano mercato, il mio ruolo è stato solamente quello di dare un valore economico all’operazione e dare un plusvalore alla trattativa totale, in modo che potesse portare un ricavo alla società. Per i calciatori con meno richieste è stato un po’ più complicato. Dispiace per i ragazzi che sono fuori lista: c’è chi è più ai margini e chi lo è meno, ma tutti fanno parte del gruppo. È sempre stato così, le uscite sono sempre più difficili, sia a livello tecnico sia a livello umano: è difficile comunicare ad una persona che non fa più parte del progetto, è molto brutto. Purtroppo, in questo momento, c’è un bene superiore che comanda un po’ tutti: la salvezza del Messina. Questo porta a fare delle scelte dolorose”.

Sabato ci sarà una partita fondamentale in casa. Contro il Latina abbiamo visto quanto sia effettivamente importante la spinta del pubblico: vuole fare un invito? “I tifosi sono certamente più consapevoli di noi di ciò di cui c’è bisogno. Quando il mister dice che la palla di Garofalo l’ha buttata dentro tutto lo stadio ha ragione: c’è stato un tripudio. Un ragazzo ha detto che ha pianto per 11 minuti dal momento del goal. Questo è lo spirito che ci deve comandare da ora fino all’ultima giornata: noi ci dobbiamo salvare, con o senza Play-Out. Dobbiamo salvaguardare il Messina, perché è un bene di tutti. I tifosi sono parte integrante della lotta: quando ci sarà da criticare è giusto che ci critichino, ma quando dovranno starci accanto è giusto che ci stiano accanto. In questi giorni mi sono arrivati tantissimi attestati di stima: sono davvero orgoglioso di ciò che è stato e, spero, di ciò che sarà. Sono davvero felice, ma ciò non servirà a nulla se non raggiungeremo il nostro intento. Serve l’aiuto di tutti, anche di chi scrive contro: il confronto dev’essere costruttivo, lo è un po’ meno quando scade nel personale”.

Si può tracciare un bilancio su questo primo mese alla presidenza del Messina? Quale sarà la nuova veste di questa squadra? Vi sentite seguiti o vi aspettate delle risposte maggiori dal territorio?La prossima settimana incontrerò il Sindaco e l’Assessore: loro ci sono vicini, ce l’hanno promesso ed io ci credo. Spero di risolvere molti problemi. In ciò che concerne il problema dell’acqua della scorsa settimana non vogliamo scaricare le responsabilità a nessuno: l’importante è che non succeda più. Le istituzioni hanno dimostrato la loro vicinanza verso il Messina.

Questo mese è stato molto duro, anche perché il nostro progetto prevedeva un arrivo verso fine gennaio: ci è stato chiesto di anticipare, ed ho insistito con Doudou (Cissè, ndr) al fine di chiudere quest’operazione quanto prima. Se fossimo arrivati a fine gennaio penso che sarebbe stato molto complicato poter salvare questa squadra, poiché mi era stato detto chiaramente che niente sarebbe stato fatto. Io ero già in contatto con Domenico: ho confidato molto in lui, ed infatti non mi sono sbagliato. Ho fatto la scelta giusta e di questo sono fiero. Siamo riusciti a creare quest’entusiasmo, e questo si vede anche solo camminando per le vie di Messina. Per noi i tifosi sono molto importanti, e con me sono sempre stati molto leali: mi hanno detto sin dal primo giorno che sarebbero stati al nostro fianco e lo hanno fatto.

Quanto al settore giovanile, io sono in contatto con l’assessore Merulla (Santa Lucia del Mela, ndr): l’ho sentito due giorni fa, ho provato a richiamarlo ma non mi ha risposto. Ci eravamo detti che, fra ieri ed oggi, avremmo dovuto fissare un appuntamento con il sindaco Matteo Sciotto, che ho provato a contattare diverse volte senza successo. Noi abbiamo bisogno di quel campo, soprattutto per i ragazzi: non possiamo lasciarli andare a Sant’Agata e fare tanti chilometri. Dobbiamo stare accanto a loro, se vogliamo veramente creare un settore giovanile. Se ci sono problemi basta parlarne: è quello che ho detto all’Assessore. Ho dato tutta la mia disponibilità al fine di trovare un modo per far tornare questi ragazzi, che al momento si allenano in una bellissima struttura ma su un campo in terra. Mi auguro che quest’appuntamento venga programmato al più presto: serve una soluzione molto veloce per questi due mesi, poi avremo il tempo per programmare ciò che arriverà. Continuiamo ad aspettare: noi, come ACR Messina, siamo disposti a qualsiasi cosa per il bene di questi giovani”.

(Foto di repertorio: pagina Facebook dell’ACR Messina)

Francesco Pellegrino
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