31 Gennaio 2025Francesco PellegrinoSport

ACR Messina, la AAD Invest Group si presenta alla città

Si è tenuta nel pomeriggio, presso il Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, la conferenza stampa di presentazione della AAD Invest Group.

Presenti, al lungo incontro con i giornalisti e con la tifoseria, il presidente dell’ACR Messina Stefano Alaimo ed il CEO e fondatore della AAD Invest Group Doudou Cissè, accompagnato dai collaboratori (ed ex calciatori) Wally Dieng e Brahim Thiam, dal direttore sportivo Domenico Roma e dal commercialista Francesco La Fauci.

I punti della conferenza stampa:

Introduzione di Doudou Cissè: “Nel mese di giugno abbiamo iniziato a parlare con il signor Pietro Sciotto. Vogliamo che Messina diventi nuovamente nobile. Siamo un gruppo specializzato nella scoperta dei nuovi talenti sportivi ed abbiamo deciso di costruire un progetto responsabile su Messina, con diversi partners che sono Licorne Gulf LTD e GEM (Global Emerging Markets). Abbiamo comprato il club nel mese di gennaio e da qualche giorno abbiamo centrato il nostro focus sul come organizzare la nuova società. Il nostro obiettivo principale è quello di salvare la categoria”.

Avete elencato gli obiettivi a breve termine: si riesce a guardare un po’ più in là, sul come costruire qualcosa di duraturo (in considerazione della difficoltà del territorio in tema infrastrutture)? “Il nostro obiettivo principale è quello di rimanere in Serie C. Una volta che il mercato sarà finito lavoreremo per costruire qualcosa di più duraturo. Ieri siamo andati sul posto per visionare dei campi su cui costruire le strutture di allenamento per il settore giovanile; tra un mese verrà, inoltre, una squadra specializzata che si occuperà della ristrutturazione dello stadio”.

Cosa vi siete detti con il presidente Pietro Sciotto? “L’obiettivo principale è tentare di capire come procederemo insieme. Ci siamo incontrati nel tentativo di capire cosa fosse successo nel passato al fine di costruire un futuro migliore”.

Quale sarà il primo segnale forte di discontinuità con il passato? Dalla creazione di una forte struttura societaria alla composizione di un settore giovanile, quali saranno i primi passi della nuova proprietà? “La priorità è, come già detto, quello di mantenere la squadra in Serie C. Occorrerà un po’ di tempo per strutturare il tutto, specialmente in ciò che concerne il settore giovanile: dovremo parlare anche con il Sindaco al fine di instaurare un rapporto con tema centrale gli accordi per la costruzione di nuove strutture. Alla lunga, il nostro obiettivo è quello di riportare Messina in categorie superiori. I giovani, ad oggi, si allenano a trenta chilometri da Messina. Noi vogliamo stabilizzare il club”.

Entriamo più nel dettaglio: per la prossima stagione è già stato stabilito un budget? Se sì, per raggiungere quale obiettivo? “Ad oggi non è possibile prevedere: la squadra di quest’anno dev’essere ancora completata. Dalla settimana prossima inizieremo a lavorare anche sulle stagioni a venire. Oggi noi dobbiamo fare le cose a piccoli passi”.

Cosa vi ha lasciato l’esperienza del Deinze, in Belgio? Come nasce l’idea dell’investimento sul calcio, e come avete convinto le fonti di finanziamento a collaborare con voi?Sono io che ho voluto fermare l’acquisizione del Deinze: io non volevo comprarlo, bensì sono stati loro a cercarmi per salvare il club dal fallimento. Se voi ogni giorno veniste toccati da insulti razzisti, avreste ancora voglia di comprare una squadra? Le forze dell’ordine del Belgio mi hanno rivolto gravi offese: tutto quello che avete letto sin qui dai giornali è totalmente falso. È già da più di un mese che il club si trovava in bancarotta, ma questa è stata ratificata qualche giorno fa: adesso noi dobbiamo pagare tutti gli stipendi dei giocatori e dei collaboratori. I debiti sono a carico dell’ACA Football Partners, con cui abbiamo un processo in atto. Quello è ormai il passato: oggi sono io a concentrare tutte le mie attenzioni su Messina”.

La AAD Invest Group ha contrattato per un prestito finanziario con GEM e Licorne Gulf LTD. Quest’ultima, unitamente ad alcune famiglie, ci ha sostenuto dal punto di vista economico con un primo finanziamento; l’altro fondo metterà a disposizione altri 75 milioni di euro dal mese di giugno”.

Questa liquidità è già operativa?I primi fondi sono già attivi: dipendono da un contratto che abbiamo stipulato nel mese di settembre, e che abbiamo utilizzato per acquistare il Messina. Quest’importo chiaramente non è interamente destinato al Messina, ma il bilancio verrà definito nei prossimi giorni. Dobbiamo inviare dei soldi per questa stagione e per quella a venire: già da venerdì scorso abbiamo iniziato a mettere questo processo in atto. Noi presenteremo alla Federazione le dovute garanzie bancarie.

Il processo di quotazione in Borsa è attualmente in atto? AAD Invest Group non sarà quotata in Borsa poiché è una società lussemburghese; ad essere quotate saranno, invece, ulteriori attività situate in Canada e negli Stati Uniti (cui ricavi verranno utilizzati anche per ciò che concerne il Messina Calcio). La priorità, attualmente, è quella di rinnovare l’apparato societario”.

Può farmi un ritratto di Doudou Cissè da quando aveva 18 anni ad oggi? “Ad oggi, il socio unico sono io e nessun altro. A proposito della mia storia: lavoravo in banca ed avevo gestioni sportive di alto livello. Stefano Alaimo (che ci ha parlato di Messina, ed è per questo che siamo qui oggi) ed io abbiamo messo insieme una nuova strategia per il rilancio del club. Messina non sarà l’unico club detenuto da AAD: abbiamo già selezionato altre squadre del continente europeo. Innanzitutto ci siamo soffermati su progetti infrastrutturali. Metto soprattutto l’accento sul settore giovanile (che è il mio obiettivo principale in ottica futura), cui giocatori dovranno essere originari di Messina. Quanto alla mia storia: io non provengo da una famiglia di milionari, bensì sono una persona del popolo. Il mio sogno è quello di portare in alto il club”.

In che situazione finanziaria avete trovato il club? “Ciò che è passato è passato: ad oggi il club ha dei debiti, che noi abbiamo già iniziato a pagare. Messina è stata da sempre una squadra con alti e bassi dal punto di vista finanziario: oggi questa storia deve finire. Prima di promettere qualsiasi cosa dobbiamo pagare i debiti: entro il mese di febbraio tenteremo di coprirli tutti. È chiaro, però, che i debiti attualmente ci sono”.

Pensate di poter costruire un progetto a lunghissimo termine? “Non siamo qui per comprare e rivendere il club: il nostro sarà, come già detto, un progetto a lungo termine”.

È chiaro che l’obiettivo, in questo momento, sia la salvezza. È altrettanto chiaro che una squadra forte necessiti di una società forte alle spalle: come volete strutturare il nuovo Messina? Alaimo: “Il nostro primo pensiero è stato il mercato. Noi saremmo dovuti arrivare oggi, e non il 2 di gennaio. Io sono stato chiamato la sera del 30 dicembre: Sciotto voleva mollare, per cui noi abbiamo anticipato il nostro arrivo. Il mercato, ad oggi, non è finito: il direttore Roma ha fatto un lavoro eccezionale, ma ancora mancano gli ultimi tasselli. Il nostro obiettivo, come già detto, è quello di salvare il Messina: per il resto abbiamo delineato una strategia per la costruzione di un nuovo board dirigenziale. Vogliamo costruire una società forte e sana”.

Quanto all’obiettivo salvezza, quanto sarà importante il supporto della tifoseria? Cissé: “Fino alla fine della stagione i giovani entreranno gratuitamente allo stadio. Noi siamo un tutt’uno con i tifosi, per cui dobbiamo collaborare”. Alaimo: “I tifosi mi hanno sostenuto fin da subito: a loro ho detto che avremo costruito una squadra degna di Messina. Spero che la risposta possa essere sempre così positiva, in modo da accrescere la nostra fanbase”.

Lei parlava di Messina come una città dal grande potenziale. Come ben sa, lo stadio ha attualmente una capienza limitata. “Messina ha l’ottavo stadio più grande d’Italia ed è una città dal potenziale enorme con 275.000 abitanti. Il Messina è stato un grande club, lo è attualmente e lo sarà sempre: bisogna risvegliarlo. Qui ci sono state delle partite indimenticabili in Serie A, dove c’erano più di 40.000 tifosi allo stadio. Vogliamo sviluppare sia il settore giovanile che la prima squadra, in modo da fare di Messina la capitale siciliana del calcio”.

L’interesse di AAD Invest Group è di investire solo nello sport, o c’è l’intenzione di investire su altro qui in città? “Dobbiamo parlare con le autorità per comprendere le possibilità, ma l’idea sarebbe quella di investire su altro”.

Quanto avete investito per l’acquisto del Messina? Il vostro impegno sarà garantito anche in caso di retrocessione? “Noi dobbiamo dare solo 2.500.000€ al presidente Pietro Sciotto, mentre il resto concerne il monte debitorio (ndr, circa 2.000.000€). Per il resto: qualunque cosa succeda, noi saremo qua”.

Il 20 febbraio ci sono le prime scadenze contenute nell’atto notarile, mentre entro il 17 febbraio dovranno essere adempiute le scadenze federali. Onorerete il tutto? “Fino a giovedì scorso il presidente Sciotto era il proprietario del conto. Vi mostreremo che riusciremo a pagare tutto, dagli stipendi alle scadenze federali. Già da stamattina abbiamo pagato 100.000€ di debiti pregressi: a poco a poco, copriremo tutto”.

La squadra di calcio è uno strumento o un fine? E se dovesse essere uno strumento, quale sarebbe il vostro fine più nobile?Messina è come un matrimonio. Ci vorrà un po’ di tempo prima di far risalire il club. Messina non è uno strumento, bensì una storia”.

Le persone accanto a lei chi sono? Avranno un ruolo in società? “Accanto a me ci sono Wally Dieng e Brahim Thiam. Sono due persone con esperienza internazionale: Wally e Brahim sono stati due giocatori di alto livello. Vogliamo andare tutti nella stessa direzione per aiutare il Messina, stabilizzando il club”. Brahim Thiam: “Io vivo in Corsica, terra molto simile alla Sicilia: dai valori al mare, passando per la passione, con tutti i suoi vantaggi e svantaggi. In questa stanza sono io ad aver fatto la più lunga carriera nel calcio. Wally ed io ci conosciamo dal 1993: giocavamo insieme nella Nazionale francese. Il Messina è nato nel 1900: ha alternato momenti di euforia calcistica a momenti di grande depressione. Voglio che il Messina diventi una squadra forte. Lo vogliamo per i tifosi e per la loro grande fame. Noi crediamo in questo progetto”.

Conclusione del commercialista Francesco La Fauci: “Questo è un progetto abbastanza avvincente, che mi ha attirato subito nonostante io mi occupi di un altro campo. C’è stato un momento in cui il calcio a Messina stava per scomparire, e la città ne avrebbe pagato esageratamente le conseguenze. Come ha detto precedentemente il presidente Alaimo, la chiamata è arrivata durante le vacanze di Natale: è stato grazie alla disponibilità di tutti, da Magno agli intermediari della AAD, che tutto ciò è stato possibile. Fare coincidere i vari aspetti (amministrazione e gestione societaria su tutti) è stato molto complesso. La priorità di Cissé ed Alaimo è stata data proprio ai tifosi. Non è stato facile, inoltre, programmare un investimento senza avere una data di riferimento: l’emergenza che ha causato il nostro anticipo ha scombussolato vari piani, sotto tanti punti di vista. Procederemo altresì con una due diligence. Nel momento in cui sarà superata la fase del mercato la società metterà mano al fine di organizzare per il meglio una nuova società, in tutti i quadri”.

Conclusione del direttore sportivo Domenico Roma: “Voglio ringraziare tutti per la vicinanza mostrataci: i calciatori hanno capito dove sono arrivati. Tutti i calciatori che sono andati via sono voluti andar via fortemente, per cui abbiamo attuato una politica di monetizzazione. Diamo fiducia ai ragazzi che sono arrivati, perché chiunque sia arrivato merita la fiducia da parte di tutti: le polemiche sono sterili se non hanno una base o un fondamento. Abbiamo cercato di fare tanto in pochissimo tanto, e cercheremo ancora di fare tanto”.

Francesco Pellegrino
Francesco Pellegrino
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