Accertamenti sulla madre di Argentino, l’ipotesi è che volesse aiutarlo a nascondersi
MESSINA. Non ha potuto far altro che confessare il delitto Stefano Argentino, raggiunto dai Carabinieri a Noto 5 ore dopo aver ucciso Sara Campanella con tre coltellate sul viale Gazzi a Messina. E adesso gli investigatori stanno anche valutando la posizione della madre del 27 enne che avrebbe tentato di favorire la fuga.
Nell’ordinanza di custodia cautelare, firmata dal Gip Eugenio Fiorentino, si legge infatti anche del ritrovamento di un biglietto, scritto dalla donna e destinato all’altro figlio, nel quale si manifestava la volontà di un allontanamento per delle cure non meglio specificate. C’è l’ipotesi che la madre volesse in realtà aiutare Stefano a non farsi trovare. Nel frattempo l’assassino si era rifugiato nel bed and breakfast riconducibile alla donna.
Accertamenti ancora in corso, mentre è delineata la dinamica del delitto consumato in pieno giorno ed alla presenza di testimoni sul viale Gazzi nelle immediate vicinanze di una stazione di servizio e della fermata del bus accanto allo stadio Celeste. Ogni particolare evidenzia la crudeltà di Argentino ed anche la premeditazione del gesto. Aveva portato con se il coltello, ha atteso la fine delle lezioni, ha colpito al collo evidentemente per uccidere. L’essere in una zona pubblica non ha costituito per Argentino un deterrente. Per il giudice, l’indagato è potenzialmente capace di compiere altri genti simili. Intanto tutte le istituzioni e le associazioni si stringono attorno alla famiglia di Sara. Oggi la fiaccolata con partenza dalla sede centrale dell’Università di Messina.








