Raddoppio Giampilieri–Fiumefreddo: finalmente resi pubblici i dati dei monitoraggi ambientali
Il Comitato Jonico Beni Comuni che, insieme ad alcunə cittadinə del territorio, si occupa da molti mesi ormai, della questione del cosiddetto “raddoppio ferroviario” Giampilieri–Fiumefreddo, accoglie con soddisfazione la pubblicazione dei dati ambientali relativi ai cantieri.
«Ci sono voluti dodici mesi di insistenza, quattro PEC ufficiali, due incontri, comunicati, sollecitazioni continue – dichiarano – ma alla fine abbiamo ottenuto ciò che dovrebbe essere garantito per legge: il diritto delle cittadine e dei cittadini a conoscere ciò che accade sul proprio territorio».
Fin dall’inizio, il Comitato ha scelto di non subire passivamente un’opera calata dall’alto, ma di trasformarla in un’occasione per ripensare radicalmente la mobilità, la sostenibilità e la coesione sociale della Riviera. Per farlo, però, è indispensabile conoscere l’impatto socio‑ambientale dell’opera e vigilare affinché non produca danni irreversibili: condizione minima per salvaguardare il futuro dei territori.
Per un anno intero, l’assenza di informazione ambientale certificata e accessibile ha alimentato nella popolazione la percezione di un impatto potenzialmente irreversibile su ambiente, salute e qualità della vita. E non è una percezione infondata: nessuna opera pubblica costruita nell’ombra, nell’omertà e nel silenzio può portare benefici. Il Comitato lo ha ripetuto senza tregua: trasparenza e partecipazione civica non sono optional, sono l’unico antidoto contro scelte che rischiano di scaricare sulla collettività costi e conseguenze.
Intanto, mentre i dati venivano negati, i disagi crescevano, e non solo nelle zone limitrofe ai cantieri: mezzi pesanti che attraversano i paesi della riviera, rischi per sicurezza, inquinamento atmosferico e acustico, cittadini lasciati senza risposte.
Per oltre un anno il Comitato ha chiesto – come previsto dalla legge – di accedere ai dati che avrebbe dovuto detenere l’Osservatorio Ambientale, l’ente tenuto a divulgarli. La risposta? Rimpalli, silenzi, responsabilità negate. La trasparenza, di fatto, è stata ostacolata.
Solo dopo l’ennesima richiesta ufficiale sono stati pubblicati sul sito dell’Osservatorio – come previsto dalla normativa – i Report di Sintesi non tecnica, relativi alle fasi Ante Operam e In Corso d’Opera e della pubblicazione ci ha informato RFI con una nota firmata dall’ing. Martinelli.
«Proprio l’ing. Martinelli che abbiamo incontrato a Palermo nel luglio 2025 – ricordano i promotori – insieme all’allora Commissario di Governo, ing. Filippo Palazzo: in quell’occasione ci rimandarono all’Osservatorio Ambientale, che a sua volta ci rimandò a RFI sostenendo che i dati fossero “di sua proprietà”. E tutti, con sorprendente unanimità, ci dissero che noi cittadini, anche se avessimo letto quei documenti, non li avremmo capiti e avremmo generato “pericoloso allarmismo”. Ma pericoloso per chi? Il pericolo che noi denunciamo riguarda la nostra salute, non certo la loro tranquillità. E mentre ci ripetevano il solito “Siamo qui per rassicurarvi!”, ribadiamo che l’unica rassicurazione è la trasparenza totale, quella che si conquista insieme, non quella che ci concedono dall’alto.»
Il Comitato ricorda, inoltre, che la legge attribuisce ai sindaci la responsabilità primaria della tutela della salute dei cittadini: «Eppure – denunciano – siamo stati lasciati soli a difendere un diritto elementare: sapere cosa accade nei cantieri che stanno trasformando i nostri territori».
Questo primo risultato dimostra che la pressione dal basso funziona. «Ma nessuno pensi che ora calerà il silenzio – afferma il Comitato -. Leggeremo e analizzeremo ogni documento, confronteremo i monitoraggi con ciò che i cittadini vivono ogni giorno. Questo è solo l’inizio: la nostra strada è fatta di vigilanza civica, ma anche di proposte concrete».
La sfida urgente, che procede parallelamente alla vigilanza sugli impatti ambientali, è ora quella di ripensare radicalmente la mobilità dei nostri territori. Continueremo a vigilare, a denunciare e a proporre», conclude il Comitato.
I documenti possono essere consultati ai seguenti link:
https://gisweb.italferr.it/webgis/default.aspx?gisKey=PUBLIC-0unLO-MsG9y-tEedb-PUBLIC&main=GISPBM&sub=T107oa&id_tratta=107
https://www.osservatoriambientali.it/home/gli-osservatori-ambientali-e-le-linee-av-ac/la-linea-giampilieri-fiumefreddo/il-gis.html
https://www.osservatoriambientali.it/home/gli-osservatori-ambientali-e-le-linee-av-ac/la-linea-giampilieri-fiumefreddo/il-monitoraggio-ambientale-e-le-banche-dati/Lotto-1—Report-di-Sintesi.html
https://www.osservatoriambientali.it/home/gli-osservatori-ambientali-e-le-linee-av-ac/la-linea-giampilieri-fiumefreddo/il-monitoraggio-ambientale-e-le-banche-dati/Lotto-2-–-Report-di-Sintesi.html








