2 Aprile 2026RedazioneAttualità e Politica

Riunione Messina Social City, Mandia: “Interlocutori scelti, chiediamo accesso agli atti”

MESSINA – “In merito alla riunione promossa da Messina Social City con alcune realtà del Terzo Settore, esprimiamo attenzione ma anche profonda preoccupazione rispetto alle modalità con cui è stato costruito un tavolo che, per sua natura, avrebbe dovuto garantire ampia partecipazione, trasparenza e rappresentatività”. Lo dichiara il presidente di Overland Onlus Antonio Mandia

“Come Overland Onlus – dichiara Mandia – riteniamo nostro dovere intervenire per tutelare non solo la nostra posizione, ma l’intero comparto sociale cittadino, che ogni giorno opera sul campo in condizioni spesso complesse per dare risposte concrete ai più fragili.

Non può passare inosservato il carattere selettivo della convocazione, che ha escluso soggetti istituzionali fondamentali e realtà storicamente impegnate nell’assistenza alle persone in condizioni di marginalità. Il Terzo Settore non può essere ridotto a un elenco di interlocutori scelti secondo criteri non dichiarati: esso rappresenta una rete viva, articolata e plurale che deve essere coinvolta nella sua interezza.

Ancora più rilevante appare il contesto in cui tale iniziativa si inserisce: una fase amministrativa transitoria e un clima già orientato verso dinamiche elettorali, in cui ogni azione istituzionale dovrebbe essere improntata al massimo rigore, equilibrio e rispetto delle competenze.

Per tali ragioni, Overland Onlus ha formalmente presentato un’istanza di accesso agli atti per acquisire il verbale della riunione, la documentazione preparatoria e i criteri adottati per la convocazione degli enti partecipanti.

Contestualmente, è stata richiesta una verifica istituzionale al Commissario Straordinario del Comune di Messina e al Prefetto di Messina, affinché venga chiarito il corretto inquadramento dell’iniziativa, il rispetto delle competenze tra ente pubblico e partecipata e la legittimità delle modalità adottate.

Ribadiamo con fermezza che la definizione delle politiche sociali è prerogativa del Comune e dei suoi uffici competenti, mentre alle partecipate spetta un ruolo esecutivo. Ogni sconfinamento in ambiti di indirizzo, soprattutto se accompagnato da dinamiche selettive, rischia di minare la credibilità delle istituzioni e di compromettere il rapporto di fiducia con il Terzo Settore.

È altresì legittimo interrogarsi sul fatto che, dopo anni in cui non è stata valorizzata la Consulta delle organizzazioni sociali, oggi si proceda con modalità alternative e non inclusive proprio in un momento politicamente sensibile.

Il rischio concreto è quello di costruire percorsi “a geometria variabile”, che non rispondono ai reali bisogni del territorio ma a logiche estranee allo spirito di servizio che dovrebbe guidare ogni intervento sociale.

Il nostro impegno resta chiaro: difendere la dignità del Terzo Settore, garantire trasparenza e pretendere che ogni azione pubblica sia orientata esclusivamente al bene della comunità e delle persone più fragili”.

Redazione
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