Il ruolo centrale dello sport nell’opinione pubblica: a Santa Maria Alemanna il primo dibattito tra i candidati sindaco della città di Messina
Le politiche sportive, gli investimenti nelle infrastrutture, il dialogo con le società del territorio e i loro tifosi, la valorizzazione e la visione dello sport e molto altro: questi sono stati i temi principali al centro del primo dibattito pubblico fra i candidati alla carica di sindaco della città di Messina, tenutosi quest’oggi (giovedì 19 marzo) presso l’ex chiesa di Santa Maria Alemanna, in via S. Maria Alemanna, 48.
L’evento, organizzato dalla Società Cooperativa Calcio Messina, nata un anno fa dall’unione di tifosi, cittadini e appassionati che hanno deciso di reagire al declino del calcio messinese, ha registrato la partecipazione di una discreta cornice di pubblico.
Al dibattito, moderato dai giornalisti Tiziana Caruso, consigliera regionale dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, e Pietro Di Paola, vice-presidente USSI (Unione Stampa Sportiva Italiana) Messina, hanno partecipato i candidati sindaco Federico Basile (Sud chiama Nord), Antonella Russo (Centrosinistra), Nico Scandurra (in rappresentanza di Gaetano Sciacca, Movimento civico “Rinascita Messina”), Marcello Scurria (Centrodestra) e Lillo Valvieri (Civico).
Un lungo incontro, durato poco più di due ore e non privo di piccole frecciatine, articolato su svariati punti quali la copertura dello stadio “Franco Scoglio”, la concessione pluriennale del medesimo impianto sportivo, la costruzione di nuove strutture e la riqualificazione di quelle già esistenti, gli investimenti e la manutenzione dei palazzetti per adeguarli alle necessità di ospitare grandi eventi sportivi, il museo dedicato alla storia del calcio peloritano e l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Apertura.
Ad aprire il dibattito è stato il presidente della Società Cooperativa Calcio Messina, Antonino Indaimo: “Era l’8 marzo del 2025 quando sono andato allo stadio e ho fatto del volantinaggio in Curva per diffondere la mia idea, molto semplice ma potenzialmente di grande impatto: tentare di trasformare l’energia negativa delle persone per cercare di dare una scossa a un ambiente martoriato. Tantissime persone si sono unite sin da subito a noi: un’affluenza trasversale, da parte di tante persone (anche professionisti di altissimo livello), accomunate da una grande passione per i colori giallorossi. L’obiettivo è quello di cercare di dare una svolta non solo al dossier calcio, ma a tutto lo sport in generale, valore fondamentale di comunità e identità. Noi, come Cooperativa, vogliamo dare un modo diverso di pensare al calcio, dove il tifoso non è solo un cliente ma detiene un peso anche sotto l’aspetto societario, tanto per monitorare quanto per dare un valore aggiunto nella gestione. Crediamo fortemente che la politica cittadina debba prendere quest’aspetto molto seriamente in considerazione: le istituzioni, per raggiungere le loro funzioni più alte, devono partire da ciò che pensano le persone, e su questo basare la propria agenda politica, la propria attività. Non dev’essere il politico a portare avanti solo ed esclusivamente le proprie idee: la politica è rappresentanza e noi, come Cooperativa, vogliamo dimostrare che, lavorando insieme, si può fare davvero di tutto. Nell’ultimo anno abbiamo fatto grandi cose; porterò sempre nel cuore ciò che è successo a settembre: a pochi giorni dalla partita tra Messina e Gela, ci è stato comunicato, da lì a poche ore, dalla curatrice fallimentare Maria Di Renzo, che non c’erano i soldi per disputare il match. In poche ore noi membri della Società, grazie al fondamentale contributo degli sponsor Acqua Fontalba e Caffè Barbera, siamo riusciti a raccogliere 10.000€ e a scendere in campo domenica, sventando la concreta minaccia della radiazione. Questa è la dimostrazione che, insieme, possiamo fare tanto”.

Primo punto: copertura. Favorevoli o contrari?
Si entra nel vivo dell’incontro dopo l’intervento di Giacomo Mantineo: “Una forma di esposizione. Dell’inaugurazione dello stadio ‘Franco Scoglio’ è passato tanto tempo e tanta acqua: non sotto i ponti, ma sulle spalle dei nostri tifosi. Ricordo che già circa 30 anni fa si parlava della copertura. È notizia di pochi giorni fa quella dell’apertura di un bando utile, che scadrebbe nel settembre 2026. Sfruttando la copertura dello stadio, inoltre, si potrebbe creare un impianto fino a 2 MW, che permetterebbe la riqualificazione di una struttura confortevole, efficiente, capace di ospitare eventi culturali, musicali e sportivi. Urgerebbe una fase preparatoria, necessaria a produrre l’intero carteggio e la documentazione utile all’avanzamento della richiesta. La Società Cooperativa Calcio Messina chiede ufficialmente che il prossimo sindaco si impegni a tal proposito”.
Nico Scandurra: “Siamo favorevoli alla copertura: io qui ho il bando ‘Sport, Missione e Comune 2026’ e c’è un plafond di 250.000.000€ totali da distribuire per gli eventuali progetti. Per la copertura di un impianto come il ‘Franco Scoglio’ (già vecchio al momento dell’inaugurazione, rientrando in un progetto di Italia ’90), da 42.000 posti, si va dagli 80 ai 150 milioni. Sono d’accordissimo, ma a tal punto converrebbe costruire un nuovo impianto, più accessibile alla cittadinanza”.
Antonella Russo: “La copertura va assolutamente fatta, anzi: andava fatta già nel 2004, per mettere al passo quest’impianto con quelli moderni, che consentono una fruibilità dello stadio 365 giorni all’anno. Sono passati quasi 22 anni e non siamo riusciti a coprire nemmeno una porzione dell’impianto. È un vero peccato: questo non è un contenitore per partite di calcio, né tanto meno un’arena per spettacoli. Dobbiamo realizzare un hub multiservizi che possa essere accessibile ogni giorno”.
Federico Basile: “Due minuti sono pochissimi per una risposta così complessa. Il DIP relativo alla copertura dello stadio è già stato affidato ai dirigenti del Comune, che già da un paio di mesi ci lavorano: è ampiamente documentabile che questo tipo di progetto (magari non uguale a quanto visto oggi) è già oggetto di valutazioni. Fino a due/tre anni fa il Comune non poteva accedere né a fondi di finanziamento né ad altro, perché i conti erano in rosso: oggi quei debiti sono stati ripianati e c’è un progetto che si avvicina al ‘Via del Mare’ di Lecce. Finito il ‘Celeste’ (siamo al 95% dei lavori), la squadra potrebbe spostarsi lì per porre le basi sui lavori del ‘Franco Scoglio’.”.
Marcello Scurria: “Come non si può essere favorevoli a una cosa che andava fatta vent’anni fa? Il punto è comprendere cosa potrà effettivamente essere fatto. Io credo che la questione del calcio, e in particolare del ‘Franco Scoglio’, non sia stata affrontata bene, specialmente negli ultimi otto anni, durante i quali sono arrivati tantissimi fondi, non indirizzati al dossier sport. Il DIP accennato da Federico Basile riguarda altro. Lo stadio è una cattedrale nel deserto che non va trascurata, in attesa dell’iter del suddetto DIP, per cui ci vorranno anni. Nelle more, si potrebbero inserire delle coperture modulari”.
Lillo Valvieri: “È assurdo che la Cooperativa abbia dovuto mettere dei soldi e salvare la squadra. Queste cose non devono succedere: il Messina è importante e dobbiamo unirci. Il discorso della copertura, e dei soldi esistenti. La copertura va fatta nei settori popolari”.

Secondo punto: concessione dello stadio “Franco Scoglio” e utilizzo dello stadio “Giovanni Celeste”.
Pietro Di Paola introduce il secondo punto all’ordine del giorno: “Per quanto riguarda questa stagione, il Messina, a ogni partita interna, doveva pagare una somma di circa 4.000€ per poi giocare la partita il giorno dopo; lo stesso dicasi per gli allenamenti. La domanda è: pensate che, in un contesto molto particolare come quello del Messina, squadra di Serie D, debba essere previsto il singolo gettone o si possa pensare a una concessione? Il ‘Celeste’ sarà esclusiva del Messina oppure è più opportuno un uso promiscuo, anche esteso, in favore di tutte le squadre dilettantistiche?”.
Antonella Russo: “Pagamento a gettone no, penalizza tutte le squadre. È certo che siamo favorevoli alla convenzione, ma dev’essere solida. Da qui sono passati tanti personaggi in cerca d’autore, ma anche fantomatici salvatori della patria, che si pensava potessero portare all’apice il calcio a Messina. Dobbiamo essere rigorosi. La mia opinione è che le concessioni non debbano essere né annuali né di lunghissima durata, ma devono spalmarsi su più anni. Dev’esserci un ritorno economico in termini di pubblico. Per quanto riguarda il ‘Celeste’, sono favorevole all’uso promiscuo, anche per rimetterlo in forma”.
Nico Scandurra: “Uso promiscuo del ‘Celeste’, soprattutto perché a Messina gli impianti calcistici scarseggiano: in città, con la chiusura del ‘Bonanno’, ne sono rimasti ben pochi. Per ciò che concerne il ‘Franco Scoglio’, vogliamo dare un affidamento a medio-lungo termine, in modo che la società possa apportare migliorie e modifiche all’interno della struttura: si può pensare alla foresteria, ma anche alla risoluzione di tutti quei problemi clamorosi che si sono palesati nel corso degli anni”.
Marcello Scurria: “La casa del Messina è il ‘Franco Scoglio’. Certo, è una cattedrale nel deserto e andrebbe recuperata. Il ‘Celeste’ rappresenta la storia del Messina. Il ‘Franco Scoglio’ è stato tenuto in piedi con notevoli spese, soprattutto relative a eventi musicali. Lo stadio deve far tornare la propria centralità nel calcio. Il bando, invece, dev’essere pluriennale. Negli ultimi otto anni, l’Amministrazione uscente è stata particolarmente allergica allo sport”.
Lillo Valvieri: “Essendo una piccola partita IVA, lo stadio lo darei all’imprenditore. Io gli darei la concessione dello stadio per tre anni, e poi gradualmente, a seconda dei risultati che potrebbero essere conseguiti nel corso degli anni. Per quanto riguarda il ‘Celeste’, lì farei giocare i ragazzi gratuitamente: ci sono tante famiglie che non possono permettersi il pagamento di una scuola calcio. Questa è la mia idea”.
Federico Basile: “Per ciò che riguarda il ‘Celeste’, io credo che lì si debba giocare a partire dal prossimo anno. Il tema dell’uso promiscuo dovrà essere approfondito con la nuova Giunta. Sono state avviate delle interlocuzioni con la Marina Militare per l’utilizzo del XIV. Riguardo alla concessione pluriennale: ogni anno la Giunta propone una nuova concessione, che è una soluzione ma non deve metterci il cappio al collo. Lo stadio ‘Franco Scoglio’ è servito per il calcio e serve venti giorni all’anno per altri eventi, che hanno permesso di riscontrare un nuovo guadagno”.

Terzo punto: tema impianti, e riqualificazione di quelli già esistenti. C’è una strategia?
Marcello Scurria: “Mi piacerebbe, come propone la Cooperativa, un azionariato popolare, sulla scorta del Barcellona e del Bayern Monaco. È interessante il progetto dell’autodeterminazione di una società sportiva. Sulla questione degli impianti sportivi, ‘più scuro di mezzanotte non può fare’. Sono dell’idea che vada organizzata sin da subito una copertura, anche modulare”.
Antonella Russo: “Non sono possibili tutti questi ritardi. Un maggiore controllo della politica sui tecnici e sui dirigenti è fondamentale, perché a soffrire sono le piccole società sportive: a Messina sono circa 300/400 e accompagnano i nostri giovani. Vanno tutelate, e in questi anni non ho visto questa tutela. Le società vanno aiutate”.
Nico Scandurra: “Ancora molti dei lavori avviati dall’Amministrazione uscente sono in fase embrionale. Nel caso in cui dovessimo salire, abbiamo già individuato delle zone all’interno delle quali sarebbe possibile costruire nuovi centri polisportivi. Per quanto riguarda la questione degli impianti, il vero dramma è non avere strutture in cui i ragazzini possano allenarsi ad orari consoni. Ci sono campi a Sperone, a Massa Santa Lucia: impianti comunali che andrebbero riqualificati”.
Federico Basile: “Noi lavoriamo con i dati, e non per sentito dire. In questi quattro/otto anni abbiamo lavorato. Se da sedici impianti non a norma siamo passati a ventiquattro, significa che qualcosa è stato fatto, soprattutto in ambito di palazzetti sportivi (PalaJuvara, PalaTracuzzi, PalaRescifina). Se la situazione è questa è perché veniamo da un tempo in cui nessuno si è occupato di ciò. Detto questo, con i risparmi dell’efficientamento energetico possiamo completare altre operazioni: tra queste, quelle dell’ex GIL”.
Lillo Valvieri: “Spezzo una lancia a favore del sindaco uscente. Dobbiamo essere intellettualmente onesti. I lavori li stiamo facendo: loro qualche soldino lo stanno spendendo. Potrebbero fare di meglio? Assolutamente. Ma non siamo a livello zero. Propongo di fare campetti nei quartieri, di vari sport: calcio, basket, padel. Dobbiamo aumentare il livello della nostra vita sportiva”.

Quarto punto: di fronte alla crisi degli sport di vertice, come deve comportarsi un sindaco?
Federico Basile: “Esercitare la ‘moral suaison’ si è visto nel momento della raccolta fondi, ma non equivale a mettere un imprenditore nelle condizioni di intervenire. In quel momento è mancata un po’ quella spinta da parte della cittadinanza e dell’imprenditoria locale. Ci sono, tuttavia, tante altre realtà sportive che hanno affrontato (o stanno affrontando) difficoltà di varia natura, come Akademia Sant’Anna e la Messina Basket School. Il tema è molto ampio. Abbiamo tanti imprenditori, ed è compito di noi sindaci rendere più appetibile la città”.
Marcello Scurria: “Il sindaco deve fare il sindaco. Così come lo fa per tante cose, lo deve fare anche per una società di 126 anni. Il calcio è fondamentale in tutte le grandi città italiane: l’approccio negli ultimi otto anni si è limitato solo e soltanto a mettere a disposizione ciò che si aveva, senza apportare alcuna modifica. Il sindaco non deve svolgere un ruolo da notaio, ma deve essere attivo. Il calcio non è cosa diversa rispetto alla politica: il Comune deve occuparsi di tutto, dai trasporti allo sport. Il sindaco deve fare il sindaco, anche quando non è interessato al calcio”.
Lillo Valvieri: “A Messina gli imprenditori ci sono, ma non c’è la sicurezza. L’imprenditore deve essere certo di un ritorno. Se i nostri imprenditori non vogliono investire sul calcio, li prendiamo da fuori: dobbiamo invogliarli, dandogli una garanzia. Anche gli operatori economici fanno sacrifici. Loro ci sono, e investono anche bene”.
Antonella Russo: “Pattinodromo del Villaggio CEP e ‘Giovanni Celeste’: questi sono impianti su cui si è investito un bando oggi in scadenza, poiché il tempo sta per scadere (giugno 2026)”.
Nico Scandurra: “Il sindaco deve essere aperto a tutto, dal calcio al pattinaggio. Per quanto concerne i fondi: con il calcio non si guadagna nessuno, bensì si perde. Gli imprenditori vogliono investire, ma il riscontro economico non può essere certo. Zamparini a Palermo ha aperto tantissimi mercati, Pelligra ha rinviato la FIAT di Termini Imerese: se non hai riscontro, è difficile attirare l’interesse degli operatori. Il sindaco deve mediare con gli investitori, nella speranza che non siano farlocchi. Il calcio è una chimera bellissima per chi la vede dall’esterno, ma dall’interno è difficilissimo”.
Federico Basile: “Piccola precisazione rispetto a quanto affermato precedentemente dalla candidata Antonella Russo: entro il prossimo 30 giugno non devono essere completati i lavori, ma devono essere rispettati i target. Detto ciò, noi abbiamo già attirato dei grandi eventi, come i Mondiali di calcio balilla paralimpico e i campionati di beach volley e beach soccer, tra mille polemiche. La copertura del ‘Franco Scoglio’ è un tema, ma non l’unica cosa”.
Lillo Valvieri: “Per me possono essere disputati grandi eventi a Messina: bisogna creare le opportunità”.
Marcello Scurria: “Manca dall’acqua fino al sale. Intanto dovremmo partire dallo stadio, e siamo ancora al DIP: se ne parlerà alla prossima sindacatura, visti i tempi. Deve esserci una riqualificazione seria. Non voglio fare polemica, ma la questione degli impianti sportivi è la polvere tenuta sotto il tappeto. Li abbiamo sempre usati per gli eventi musicali, più che per quelli sportivi: per quel che mi riguarda, dobbiamo creare una polifunzionalità. Un po’ di ‘amichettismo’, negli anni, c’è stato (accusa da cui il candidato Federico Basile si difenderà, ndr)”.
Antonella Russo: “Visto lo stato dell’arte, non è semplice. Io so cosa non farei, da sindaca. La prima è considerare lo sport come se fosse spettacolo, come è stato fatto in tutti questi anni. La finalità dello sport è totalmente diversa: fare l’evento mondiale di beach volley cosa ha lasciato nello sport di Messina? Ha lasciato più iscritti nelle palestre o nelle società sportive? Lo sport è stato troppo spettacolarizzato, e questo non va bene. È una mentalità che va sradicata. Dobbiamo focalizzare l’attenzione sull’incentivazione dello sport alle famiglie, ed è stato fatto pochissimo. L’OSM si interfaccia con le tute sportive, non più con i camici bianchi della medicina. Il sindaco è il principale riferimento in ambito sanitario e sportivo della città”.
Nico Scandurra: “Messina offre delle opportunità immense per quanto concerne lo spettacolo sportivo, a prescindere dal calcio e dal basket. Abbiamo il mare, che è una ricchezza sfruttabile; abbiamo chilometri di coste. Ci sarebbero opportunità enormi: ricordiamo che a Napoli è stata affidata la gestione della Coppa America di vela 2026. Per quanto riguarda EURO 2032, è utopia. Il Messina non ha potuto fare l’Intertoto nel 2005 perché mancava la copertura. Il ‘Franco Scoglio’ non può ospitare grandi eventi internazionali perché manca la copertura e, dunque, le licenze FIFA e UEFA. Non tutti sanno che a Messina c’è una squadra di hockey a rotelle che partecipa al campionato di Serie B e che dovrà disputare due partite consecutive a Bari per l’inagibilità del ‘PalaRussello’ di Gravitelli”.

Quinto punto: i grandi eventi calcistici a Messina.
Nico Scandurra: “L’idea del ‘Franco Scoglio’ è bella, ma come ci si arriva? Dev’essere un posto fruibile da tantissime parti, per la centralità del progetto. Il ‘Celeste’, a mio modo di vedere, è molto più accessibile: dato che si parla della rimozione del tralicciato nella Tribuna Violeta, si potrebbe fare. La storia del Messina non dev’essere dimenticata”.
Antonella Russo: “L’ACR Messina è identitaria nel cuore di ogni messinese: ricordo ancora la prima canzoncina che mia figlia cantò, ‘Mi sbigghiai chi era vìatu’. Il museo va fatto subito al ‘Franco Scoglio’, organizzando pullman dedicati”.
Federico Basile: “Passare e vedere le fotografie della storia, a corollario della mostra al ‘PalaCultura’, è stato molto bello. Sarebbe bello riproporre quell’esperimento”.
Marcello Scurria: “Venticinque anni fa sono stato a Buenos Aires e sono stato lì a visitare la ‘Bombonera’, il tempio del calcio argentino. Perché qui non può essere replicato questo progetto? Il ‘Franco Scoglio’ va riqualificato: l’immobile è in uno stato pietoso. Noi pensiamo alla copertura, ma gli interventi devono essere ben più superficiali”.
Lillo Valvieri: “Il ‘Franco Scoglio’ è perfetto come posto. Per me dovrebbe anche essere proposto il progetto di un museo volante, dove si fanno eventi in tutti i quartieri, dove possono essere organizzate delle sfilate e nel Viale San Martino, in modo che tutti possiamo vedere le nostre radici passate, presenti e future”.

Sesto punto: l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Lillo Valvieri: “È un punto molto delicato. Le disabilità vanno sempre messe al primo posto, hanno bisogno di aiuto costante e significativo. Dobbiamo puntare sulle fasce deboli, dobbiamo aiutare tramite tante promozioni. Il biglietto sospeso è importante”.
Marcello Scurria: “Lo sport è un potente strumento di inclusione. I ragazzi fragili hanno bisogno, attraverso questo, di far accrescere la propria autostima. Questo è importantissimo. Il Comune di Messina deve rimettere mano a tutto ciò che è stato fatto nel corso di questi anni: penso non a un Dipartimento comunale come tanti altri, ma a uno strumento giuridico specifico che riguardi solamente gli sport. Spesso, negli esecutivi, lo sport è una delega associata negli ultimi anni anche allo spettacolo, ma deve riguardare la questione degli impianti sportivi che non possono essere affidati al Dipartimento che si occupa delle manutenzioni. Deve esserci un rimpasto”.
Federico Basile: “Il Comune di Messina dà importanza all’inclusione, al baskin e allo sport paralimpico. C’è sempre da migliorare, ma non è vero che non sia stato fatto nulla. L’inclusione deve essere sempre al centro, e noi non abbiamo mai lasciato indietro nessuno. La Messina Social City, a tal proposito, fa tantissimo”.
Antonella Russo: “Voglio pensare al futuro. Ho criticato tanto l’Amministrazione uscente, ma voglio propendere verso il futuro. Sono state fatte poche cose, e si deve fare molto di più. Lo sport è socialità, un modo per togliere i ragazzi dalla strada, eliminare le differenze sociali e garantire equità. A maggior ragione, l’inclusione deve avvenire proprio mediante lo sport. Il Comune deve aiutare le famiglie, non lasciarle sole”.
Nico Scandurra: “Sono d’accordo con tutto ciò che è stato detto fino a questo momento. Io credo di dire una cosa sola e importante: bisogna dare fiducia. Perché questi ragazzi possono darci tanto. Con la fiducia loro possono spostare il mondo”.

Conclusione.
Per l’appello conclusivo, incentrato su cosa dovrà fare per lo sport il neo sindaco al momento dell’insediamento, sale sul palco Ezio Sindoni: “La delega allo sport va scissa da quella degli eventi e affidata a dei tecnici che comprendano lo sport, in modo che possano comprendere i bisogni”.
A seguire, l’intervento di Antonino Indaimo: “Prendiamo nota. Speriamo che tutto ciò che ci siamo detti rientri nei vostri programmi elettorali. Ci auguriamo che tutti i buoni propositi possano diventare realtà”.

(Foto: TGMessina.it)








