Ex ospedale Margherita, nessuno muove un dito. Solo annunciata la ristrutturazione del padiglione 10
Ennesimo annuncio a vuoto? Per il momento pare di si. L’ex ospedale “Regina Margherita” rimane una cittadella fantasma. Della gara d’appalto per la ristrutturazione del padiglione 10, quello che dovrebbe ospitare la biblioteca regionale, non si ha più notizia. Il dirigente regionale Giuseppe Alongi, del Dipartimento dei beni culturali e dell’identità siciliana, ci aveva riferito il 29 settembre scorso di un inter ormai praticamente ultimato per un investimento da 11 milioni di euro. Una prima azione mirata al recupero di un complesso edilizio di grande pregio che da decenni è terra di nessuno. Tempi più lunghi erano stati ipotizzati per gli altri 3 padiglioni – l’1, il 2 e il 3 – che dovrebbero ospitare, in futuro senza date, sale museali e uffici regionali.


Per il momento comunque, non si registra nemmeno il primo passo. L’ex ospedale, dismesso quasi 30 anni fa, rimane incustodito, vandalizzato ed è anche un pessimo biglietti da vista per la città visto che si presenta anche ai turisti essendo proprio accanto al museo regionale “Accascina” che custodisce anche le opera di Caravaggio. Nell’attesa che la Regione attui quanto previsto dalla legge del 2015, che prevede la trasformazione dell’ospedale in una “cittadella della cultura”, il presente è solo degrado e spreco.

Tutta l’operazione, inoltre, è anche contestata da Cittadinanzattiva. Secondo robusti pareri legali, forniti dall’associazione, tutta l’operazione che porterà alla realizzazione della “Cittadella della Cultura” si fonderebbe su presupposti giuridici scorretti. L’Asp, secondo i cittadini che hanno presentato anche una diffida alla Regione, non avrebbe potuto cedere in comodato d’uso per 99 anni alla Sovrintendenza ai Beni Culturali (ovvero alla Regione), beni immobili vincolati ad usi sanitari. Il tutto è avvenuto approvando una legge che avrebbe “ignorato” il fatto che quell’area è bene indisponibile dello Stato con destinazione specifica. La Regione, seppur con i suoi tempi, procede (intento solo nelle intenzioni) nella direzione della “cittadella della cultura”. Ma il capitolo non sembra chiuso. Intanto c’è solo un complesso immobiliare abbandonato. Una vergogna clamorosa








