L’Università di Messina ricorda Sara Campanella: due giornate contro la violenza di genere
Due giornate cariche di emozione, memoria e impegno civile. L’Università di Messina dedicherà il 22 e 23 ottobre a Sara Campanella, studentessa del Corso di Laurea in “Tecniche di Laboratorio Biomedico”, brutalmente strappata alla vita lo scorso marzo in un caso di femminicidio che ha scosso l’intera comunità accademica.
Il momento più toccante sarà giovedì 23 ottobre alle ore 11, quando nell’Aula Magna dell’Ateneo, alla presenza dei familiari, sarà conferita a Sara la laurea alla memoria. Una cerimonia intima ma fortemente simbolica, che vedrà la partecipazione dei docenti del Corso di Studi, di rappresentanti istituzionali e della comunità universitaria.
Ad anticipare il conferimento della laurea, mercoledì 22 ottobre alle ore 19:00, presso il Cinema Apollo, si terrà la proiezione del cortometraggio “Fili invisibili”, diretto da Fabio Schifilliti e prodotto da Gran Mirci Film, con la collaborazione dell’Istituto “ITT-LSSA Copernico” di Barcellona Pozzo di Gotto.
Il corto intreccia le vicende di Sara Campanella e Graziella Recupero, due giovani donne accomunate da un destino tragico a 69 anni di distanza. Un racconto intenso e drammatico, che diventa veicolo di denuncia e consapevolezza.
Il progetto, patrocinato dall’Università di Messina e finanziato attraverso il Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, punta a sensibilizzare le giovani generazioni e a diffondere una cultura del rispetto e della non violenza.
Un impegno che continua
Quello dell’Ateneo messinese non è un gesto isolato, ma parte di un percorso più ampio e continuo. L’iniziativa, infatti, si inserisce in una strategia più estesa di sensibilizzazione e contrasto alla violenza di genere, portata avanti con determinazione dalla governance universitaria.
Le due giornate dedicate a Sara Campanella non sono solo un tributo alla sua memoria, ma anche un forte messaggio rivolto a tutta la società: la violenza contro le donne si combatte con l’educazione, la cultura e la consapevolezza collettiva.
In un’epoca in cui i femminicidi continuano a riempire le cronache, ricordare Sara significa non voltarsi dall’altra parte. Significa scegliere da che parte stare.








