10 Aprile 2025Francesco PellegrinoSport

ACR Messina, impasse infinito: il futuro è appeso ad un filo. I tifosi scendono in piazza

Permane lo stato d’agitazione in casa Messina laddove continua a non registrarsi alcuna novità in grado di tranquillizzare una piazza cui futuro risulta essere appeso ad un filo, alla luce della mancata risoluzione della crisi societaria che attanaglia l’ambiente peloritano da circa due mesi a questa parte: il tutto ad una settimana dal “gong” del 16 aprile rappresentato dal versamento delle scadenze federali (imminenti, stipendi inclusi, ed arretrate, con esclusivo riferimento al saldo dei contributi IRPEF e INPS relativi al precedente trimestre) che coincide con l’ultima àncora di salvataggio di questo 2024/2025. E, forse, non solo.

Sono sei i giorni rimasti per evitare un autentico disastro e, collateralmente, scongiurare il rischio di una nuova penalizzazione che rappresenterebbe altresì l’anticamera del fallimento del progetto sportivo: già, perché a tale corrisponderebbe un nuovo inadempimento economico che potrebbe rifilare un’ulteriore (e, probabilmente, decisiva) spallata al lavoro sin qui svolto con encomiabile impegno dal gruppo squadra agli ordini di mister Simone Banchieri e del direttore sportivo Domenico Roma. Ragazzi dimostratisi esemplari, che meriterebbero un finale certamente diverso rispetto a quello a cui sembra si stia andando incontro. Il tutto da collocare in una cornice d’indifferenza generale nutrita da coloro che potrebbero avere in mano le carte giuste per favorire la fuoriuscita da questo buio tunnel: dal “trio” attualmente in capo al club (Alaimo – Cissè – Sciotto) ad un’Amministrazione comunale che pare essersi arenata all’ostacolo costituito dallo status di “azienda privata” quale è l’ACR.

Questione che non può e non deve costituire un alibi. Superfluo è infatti dover ricordare come il calcio rappresenti da sempre un aspetto di grande valenza sociale, tanto nel bene quanto nel male, e che risulti dunque impossibile estraniarsi dalla vicenda: sì, perché la salvezza ed il futuro del Messina passeranno da diverse porte collegate fra loro, tutte equamente importanti. Passeranno certamente dal campo, àmbito in cui i biancoscudati sono chiamati a reagire alla sconfitta esterna contro il Sorrento di quattro giorni fa ottenendo due vittorie (in occasione delle ultime due gare di campionato) che terrebbero accese le residue speranze di disputa di un Play-Out che si rivela essere l’unica pista percorribile ai fini del raggiungimento di una salvezza che avrebbe del clamoroso. Passeranno soprattutto da ciò che accadrà all’esterno dal rettangolo verde, nell’esito conclusivo di una trattativa di compravendita delle quote societarie che continua ad assumere contorni sempre più frustranti e paradossali, fra un inquietante attendismo (fatto di temporeggiamenti non concessi, data la delicatezza della situazione) ed una nebulosità che continua a gravitare attorno alle cordate attualmente in contatto con i rappresentanti di AAD Invest Group (fiduciaria di matrice lussemburghese – americana formalmente posseditrice dell’80% del pacchetto azionario del club).

Fra l’America e l’Italia…

Secondo quanto riportato, nelle ultime settimane, dalle numerose agenzie di stampa del territorio sarebbero due i gruppi imprenditoriali intenzionati alla rilevazione della maggioranza del titolo sportivo. Da una parte vi è la pista americana guidata da un manager messinese, dall’altra vi è invece un collettivo lombardo che riunisce al proprio interno due diverse realtà: una quotata su un listino minore della Borsa di Milano ed operante nel settore energetico, l’altra attiva nel ramo pubblicitario. Fattore comune ad entrambi gli interlocutori sarebbe il completamento delle rispettive due diligences (con relativa investigazione sui quadri economici effettuata sulla documentazione contabile e fiscale fornita dalla parte cedente) nonché i vari tentativi di entrare in contatto con i vertici societari giallorossi: a complicare lo scenario è stata tuttavia la “sparizione dai radar” di questi ultimi, scandita da una lunga fase di stallo determinata da un temporeggiamento pressoché inspiegabile.

Le azioni concrete?

Impasse che sarebbe volto al termine lo scorso martedì mattina quando, secondo alcune ricostruzioni, il presidente Stefano Alaimo avrebbe dialogato telefonicamente con i rappresentanti delle suddette cordate al fine di manifestare la volontà di cedere, al prezzo simbolico di 1€, le azioni in possesso di AAD. Decisione corretta e sensata ma troppo a ridosso della deadline rappresentata dalla mezzanotte di mercoledì prossimo: motivazione alla luce della quale sarà, dunque, necessario ingaggiare un’autentica “corsa contro il tempo” se l’effettiva volontà condivisa da tutte le parti in gioco fosse quella di salvare il Messina Calcio e, contemporaneamente, scacciare lo spettro del terzo fallimento giuridico negli ultimi 18 anni.

Primo passo tangibile, apparentemente propedeutico, in questo senso è la redazione di una procura internazionale concedente il potere di vendita delle quote biancoscudate ad Alaimo. L’iter burocratico relativo alla delicata procedura sarebbe già stato affidato dagli amministratori Doudou Cissè ed Alexandre Chateâux al consolato belga il quale abitualmente, nell’arco di alcuni giorni, completa questa tipologia di documenti. Dovrebbe essere perciò atteso, nelle prossime ore, il perfezionamento del sopraccitato percorso legale ed il conseguente primitivo sblocco dell’operazione, in uno scenario che collocherebbe nel ruolo di “protagonista assoluto” il sindaco Basile, al quale andrà affidato l’irrifiutabile compito di mantenere calde le varie piste per poi trovare una soluzione immediata (anche temporanea) per salvare il club, se necessario con il supporto dell’imprenditoria locale.

I tifosi in piazza.

Quadro clinico complesso, inutile girarci intorno. In gioco il destino di un fenomeno tanto culturalmente importante quando socialmente e sportivamente rilevante. Proprio per questo motivo la Curva Sud, cuore pulsante del supporto organizzato, ha deciso di non restare a guardare, organizzando per le ore 18:30 di oggi (giovedì 10 aprile) prezzo Piazza Unione Europea (davanti al Municipio) una manifestazione pubblica. L’obiettivo è quello di ottenere un incontro fruttuoso con le istituzioni pubbliche cittadine finalizzato al chiarimento di questa inverosimile situazione. Prevista un’affluenza di pubblico non indifferente, sulla falsariga di quanto accaduto la scorsa estate.

(Foto: pagina Facebook dell’ACR Messina; Francesco Saya)

Francesco Pellegrino
Francesco Pellegrino
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