Area di Capo Peloro, Regione e Comune dialogano ma l’ex Seaflight rimane al suo posto

MESSINA. Un’ordinanza firmata dal sindaco De Luca alla fine di ottobre dello scorso anno prevedeva la demolizione dell’ex Seaflight di Capo Peloro entro il mese di gennaio. L’enorme ecomostro di ferro che sorge a Torre Faro sembrava avere i mesi contati ed invece la struttura è ancora al suo posto. Quanto deciso nel corso una conferenza dei servizi tra il sindaco, gli assessori Salvatore Mondello, Dafne Musolino e Massimiliano Minutoli, il dirigente Francesco Ajello ed il Rup Salvatore Arena non è bastato.  

Con quell’atto il Comune di Messina dava alla Regione 30 giorni di tempo per intervenire e decidere quali azioni mettere in campo per buttare giù la struttura abbandonata da più di 30 anni e mettere così in sicurezza l’area.

Ma nel frattempo non sono mancate le complicazioni. La Regione non è ancora intervenuta. Ed è stato avviato un dialogo tra Palazzo d’Orleans e l’amministrazione De Luca dal quale intanto è emerso che l’area Seaflight non può essere concessa a un privato perché è soggetta a erosione costiera e non è opportuno realizzare allacci e scarichi fognari. Questo quanto dichiarato dall’assessore Dafne Musolino al tavolo convocato dall’Assessorato regionale territorio e ambiente sulla gestione del Demanio Marittimo a Messina.

Il Comune di Messina chiederà di stoppare l’iter di concessione in corso e presenterà una motivata istanza di concessione per finalità prevalente di pubblico interesse. Ma come detto più volte l’ecomostro dovrà essere abbattuto e Palazzo Zanca aveva fatto presente di essere pronto ad intervenire in danno alla stessa Regione. Durante la riunione palermitana, che si è tenuta qualche giorno fa, sono state poi esaminate le situazioni relative alla concessione del Pilone, per la quale si procederà alla formalizzazione del provvedimento, e le osservazioni al Pudm (Piano di utilizzo del demanio marittimo) avanzate dalla Regione, per le quali verranno trasmesse dal Comune le integrazioni documentali richieste. Ma i tempi per l’abbattimento di quella vergogna non sono stati ancora definiti.